Restauro Sega

Da gwood, 22 Set 2014.

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Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Ven 10 Ott, 2014 20:02 #16
 
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la morsa laterale cosi come l'avevo pensata non e' andata bene e ho dovuto fare
delle modifiche, come si puo' notare nella foto della sega,  anch'io non vedo l'ora di finirlo,
comincio ad essere un po' stanco
 
Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Sab 18 Ott, 2014 20:46 #17
 
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ho allargato i fori del manico per alloggiare le viti a cannocchiale le quali anch'esse ho dovuto
accorciare e rifilittare da m5.
Ho portato la lama in laboratorio per misurare la durezza, 45hrc, non male e per allargare i fori ho usato
una punta per acciaio temprato.
Finito il manico con due mani di gommalacca e una di cera liquida.
 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Ven 31 Ott, 2014 09:54 #18
 
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Picciotti questo topic mi era sfuggito, bellissimo lavoro!  

- Giancarlo, pensi di aver finito il lavoro? Possiamo buttar giù alcune conclusioni?

- Giusto per una questione di forma, riusciamo a metter su un post di presentazione al progetto, prendendo spunto dal questo: http://www.arcadilegno.it/viewtopic.php?f=93&t=13954 ?

Forse, in prima istanza, può occuparsene Grimgor e poi posso sistemarlo io e pubblicarlo in cima al thread

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Ven 31 Ott, 2014 19:01 #19
 
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mancherebbe l'affilatura per completare il restauro, il problema e' che non so da dove cominciare, attendiamo il maestro, mancherebbe un mio commento?
 
Da grimgorSesso: Uomo Inviato: Sab 01 Nov, 2014 10:38 #20
 
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Mi scuso per il mio assenteismo ma queste ultime settimane sono state molto frenetiche e non ho avuto tempo di fare altro se non ""lavorare"".


Se mi date un paio di giorni cerco di fare qualche foto e di scrivere un bel messaggio con tutte le spiegazioni del caso.
Penso che dividerò in due spiegazioni distine l'affilatura rip e cross, giusto per non sobbarcarmi troppo lavoro tutto assieme. Che intenzioni avevi con la tua sega? Affilatura rip o cross?
 
Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Sab 01 Nov, 2014 20:25 #21
 
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Ho intenzione di affilarla cross,la lima ce l'ho e anche un poco di olio di gomito...  
gradisco anche se metti istruzioni per l'affilatura rip, potrebbe essere che se trovo un segaccio vecchio decido di restaurarlo e affilarlo rip.
 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Sab 01 Nov, 2014 20:32 #22
 
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Bellissima collaborazione  

Continuiamo a leggervi.

Grazie Grimgor per il lavoro di presentazione che farai, ti tocca, sei il senior  

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da grimgorSesso: Uomo Inviato: Dom 02 Nov, 2014 01:15 #23
 
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Non avevo letto tutti i messaggi per la fretta e mi sono perso questo qui:


[quote user="gwood" post="201391"
Ho portato la lama in laboratorio per misurare la durezza, 45hrc, non male e per allargare i fori ho usato
una punta per acciaio temprato.
Finito il manico con due mani di gommalacca e una di cera liquida.[/quote]



Devo dire che la cosa è molto interessante. Avevo sentito dire che le seghe erano più o meno tutte sui 50 hrc con le migliori che arrivavano a 55, tipo le disston fine 800. 45 mi sembrano pochi, ma bisognerebbe vedere nella pratica come lavora la sega.
Sarebbe interessante fare delle prove di durezza del metallo comparando seghe di produttori e di epoche diverse, magari con qualcuna di tipo più moderno.



gwood ha scritto: 
Ho intenzione di affilarla cross,la lima ce l'ho e anche un poco di olio di gomito...  
gradisco anche se metti istruzioni per l'affilatura rip, potrebbe essere che se trovo un segaccio vecchio decido di restaurarlo e affilarlo rip.



No problem.
Mi sembra di aver capito che sei decisamente pratico con la lavorazione dei metalli, quindi basteranno un paio di dritte e poi la tua esperienza farà il resto.
L'affilatura cross è lievemente più noiosa della rip, perchè si deve tenere conto di 2 angoli (3 se ci butti anche un pò di slope che non fa male) contemporaneamente, ma è comunque una cosa fattibilissima anche alle prime armi, figuriamoci con le tue abilità già acquisite.



fabrizio979 ha scritto: 

Grazie Grimgor per il lavoro di presentazione che farai, ti tocca, sei il senior  



Nessun problema. E' divertente spiegare e dare consigli. L'unica difficoltà che incontro sono le foto, dato che non ho un treppiede, come consigliato da john nella nostra super rivista, ed anche perchè sono una schiappa a fare le foto.
 
Da grimgorSesso: Uomo Inviato: Mer 05 Nov, 2014 17:52 #24
 
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Eccoci qui con “la guida” per l'affilatura delle seghe manuali.

Vorrei fare due premesse. La prima è che questa guida conterrà dei termini inglesi, di cui cercherò di limitare al minimo l'utilizzo e di darne sempre una chiara spiegazione quando verranno citati. Lo so che sembra un po' da snob parlare con termini inglesi, ma a livello pratico la cosa è molto conveniente dato che spesso i termini italiani sono complicati (basti pensare al termine inglese rake ed alla sua contropartita italiana, angolo di spoglia inferiore   ) oppure a me sconosciuti.
La seconda premessa è che questa è una guida parziale all'affilatura ed al mondo delle seghe in generale. L'argomento è piuttosto vasto e complesso: nonostante che le conoscenze e le tecniche di base per affilare una sega siano piuttosto semplici e limitate, man mano che si entra nel mondo dell'affilatura, dei tipi di seghe e dei vari produttori, le cose si complicano non poco. Cercherò di spiegare al meglio la teoria e la pratica dietro l'affilatura, ma sappiate che quello che è scritto in questa guida sono solo nozioni di base che poi, se avete voglia, dovrete integrare con la pratica (ad esempio per quanto riguarda i vari angoli di affilatura) e con vostre ricerche personali (tipi di seghe, costruttori etc).


Vorrei innanzitutto citare le 3 persone che più di altre mi hanno guidato nel vasto mondo delle seghe: Ron Herman, Matt Cianci e Paul Sellers.
Il primo è un enciclopedia vivente di tutti gli attrezzi manuali, nonché  il più grande collezionista di attrezzi manuali che abbia mai visto, anche se lui non si definisce un collezionista ma “tool user”,un utilizzatore di attrezzi. Personalmente ritengo che Herman sia l'autorità di riferimento nel mondo delle seghe (e non solo) e consiglio a tutti di guardarsi due suoi ottimi dvd su questo argomento: Handsaw: tune-up, set up & more; Sharpen your handsaws.
Matt Cianci è un “saw doctor”, ossia un professionista affilatore, riparatore e restauratore di seghe. Ha un blog su Popular Woodworking e ha un suo blog personale, entrambi incentrati sulle seghe. Ha fatto anche un paio di dvd sulle backsaws. Vi consiglio in particolare “Super-tune your backsaw”.
Paul Sellers è ormai salito alla ribalta come grande divulgatore legnoso. Devo dire che, nonostante io sia un suo grande fan, non è a livello degli altri due guru per quanto riguarda le seghe. Tuttavia l'ho messo sul podio dei miei 3 esperti “preferiti” per la sua capacità divulgativa. Dopo che ho visto i video di Herman e Cianci ho lasciato passare qualche giorno per rimuginare su quello che avevo visto, dato che le informazioni erano molte e avevo bisogno di metterle in ordine con calma. Al contrario, appena finito di vedere i video di Sellers sull'affilatura delle seghe mi è venuta un'enorme voglia di mettermi ad affilare. Questo perchè Sellers ha il grande merito di far apparire semplice tutto ciò che mostra, cosa che invoglia gli inesperti a buttarsi, a provare senza aver paura di sbagliare. Credo che questo sia un grande merito che gli vada riconosciuto.

In fondo alla guida metterò qualche link interessante sull'affilatura: video, blog e riferimenti vari. Ovviamente tutti in inglese!   





Ma iniziamo a parlare di cose serie, partendo da un po' di teoria.

Il mondo delle seghe si divide in due grandi gruppi: backsaw e handsaw. Questi due termini (letteralmente sega manuale e sega dietro, traducibile con sega a dorso) indicano i due tipi principali di seghe che vengono utilizzate in falegnameria. Vi è un terzo gruppo, le seghe a telaio o bow saw, che non tratteremo perchè non hanno una classificazione specifica e l'affilatura è identica alle altre seghe.




 lie_nielsen_smallcrosscut


Le backsaw (seghe a dorso) sono le classiche seghe per incastri: sono seghe di lunghezza compresa tra 8” e 16” (da 8 pollici fino a 16 pollici, 20 cm fino a 40 cm) caratterizzate da un rinforzo nella parte alta della lama, un codolo di ottone o acciaio che irrigidisce la sega e le permette di fare tagli molto precisi. Il gruppo delle backsaw viene ulteriormente suddiviso in base all'uso dedicato delle seghe: tenon saw (seghe per tenoni, rip cut), sash saw (letteralmente seghe per fasce, rip o cross cut; tipicamente sono tenon saw di dimensioni minori), carcass saw (sega per carcasse,  cross cut; sono le tipiche seghe a dorso per i tagli cross), dovetail saw (sega per code di rondine, rip cut), gent saw ( non so la traduzione! rip o cross cut), razor saw (sega a rasoio, rip o cross cut).
Fuori dalle backsaw metto anche le miter saw (troncatrice manuale, cross cut). Sono a tutti gli effetti seghe a dorso ma non possono essere utilizzate fuori dalla loro guida, dato le loro dimensioni importanti, fino a 30” (75 cm), che causerebbero deformazioni irreversibili nel dorso della lama.




 misc1846_l


Le handsaw sono le classiche seghe manuali utilizzate nei tagli con profondità eccessiva per le seghe a dorso. In questo gruppo non si ha una suddivisione netta in base alle dimensioni o all'utilizzo della sega: la suddivisione avviene semplicemente per utilizzo tipico (rip o cross) e per il numero di denti della sega. Queste seghe hanno dimensioni comprese tra 18” e 28” con qualche eccezione in un verso o nell'altro. Le dentature sono tipicamente comprese tra 4 e 12 tpi, sempre con le varie eccezioni del caso.




Bene, dopo aver parlato dei due gruppi e delle varie tipologie di seghe introduciamo qualche termine specifico.
Tpi: l'ho utilizzato poco sopra associato ad un numero. Tpi sta letteralmente per “teeth per inch”, ossia denti per pollice. Classifica le seghe in base al loro numero di denti e quindi in base all'aggrassività del taglio: più il tpi è basso, meno denti ha la sega per pollice, più è aggressivo il taglio.
Ppi: letteralmente “points per inch”. E' una misurazione analoga del tpi, ma con un conteggio diverso. Invece di contare il dente intero come nel caso del tpi, con i ppi si contano solamente le punte dei denti. Così facendo si ottiene sempre una misura più alta rispetto a quella dei tpi: infatti ppi= tpi + 1. Tenuto conto di questo fattore di conversione i due termini sono completamente intercambiabili.
Dorso: è il rinforzo che si hanno sulle seghe a dorso. Generalmente è una barra di acciaio o ottone piegato (nelle seghe più recenti si ha la tendenza di tagliare un alloggio per la lama e di incollarla) che corre per tutta la lunghezza della lama.
Manico: è la parte lignea della sega. E' l'impugnatura dell'attrezzo con fattezze in genere più o meno codificate. Parti importanti del manico delle seghe sono i due corni, che delimitano lo spazio per il palmo della mano. Essi servono per sostenere e guidare con poco sforzo la sega e sono delle parti fondamentali per il buon funzionamento del manico e quindi dell'intera sega, in particolar modo il corno superiore.
Viti: uniscono e bloccano la lama al manico. Sono generalmente in ottone, ma spesso si trovano anche in acciaio.
Medaglione: vite con testa molto larga in cui viene inserito il logo e/o marchio della ditta produttrice.
Nib: piccola protuberanza sul doso delle seghe manuali (handsaw), vicino alla punta. Il motivo della sua presenza è sconosciuto, anche se è comune a quasi tutte le seghe d'epoca. Ci sono 3 teorie al riguardo: la prima e più accreditata è che sia un rimasuglio di qualche antica decorazione che si trovava sul dorso della lama; la seconda teoria è che servisse ad avviare il taglio nelle seghe a dentatura più aggressiva; la terza teoria è che fosse una protuberanza utile per riporre le seghe al loro posto. Personalmente credo che la prima ipotesi sia la più plausibile, anche se la seconda non è da scartare.
Etch: stampa fatte generalmente a pressione che si trova sul lato sinistro delle seghe, comune nelle handsaw più raro nelle backsaw. E' il marchio distintivo della casa produttrice, tramite il cui si può risalire facilmente all'epoca di produzione. E' una decorazione molto ricercata dai collezionisti ma che non ha nessun risvolto nella vita pratica dell'attrezzo.




Bene, dopo questa carrellata di nomi alla rinfusa   passiamo ad un po' di teoria del funzionamento e dell'affilatura della sega.
 
Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Gio 06 Nov, 2014 19:47 #25
 
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questo restauro piu' va avanti e piu' mi piace...
 
Da vittoSesso: Uomo Inviato: Gio 06 Nov, 2014 20:55 #26
 
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Happy Birthday

Giancarlo sono d'accordo con te, è la volta buona che imparo a nuotare in questo "mare magnum" di seghe    
forza grimgor che ora si fa sul serio  
ciao vittorio
 
Da gwoodSesso: Uomo Inviato: Gio 06 Nov, 2014 22:55 #27
 
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vitto ha scritto: 
Giancarlo sono d'accordo con te, è la volta buona che imparo a nuotare in questo "mare magnum" di seghe    
forza grimgor che ora si fa sul serio  
ciao vittorio


Vitto quando avremo finito con l'affilatura non saremo esperti di restauro di seghe, ma sicuramente ne sapremo qualcosa in piu'; ringraziamo grimgor e tutti quelli che si impegnano ad insegnarci qualcosa
 
Da grimgorSesso: Uomo Inviato: Sab 08 Nov, 2014 14:21 #28
 
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Nel secondo blocco di questa “guida” parleremo un po' della teoria dietro il funzionamento delle seghe, introducendo tutti i concetti fondamentali che ritroveremo poi nella pratica vera e propria.
 

Una sega altro non è che un manico attaccato ad una lastra di metallo in cui sono stati ricavati una serie di denti. Il metallo, nelle seghe di buona qualità, è un acciaio armonico ad alto tenore di carbonio, in genere 1090-1095 o leghe superiori, la cui tempra ha portato ad una durezza compresa tra i 50 e i 55 hrc, abbastanza elevata da mantenere a lungo il tagliente ma abbastanza morbida da poter essere limata. Durante l'azione di segatura i denti che vengono spinti verso il legno asportano ciascuno una più o meno piccola porzione di legno, che viene accumulata momentaneamente all'interno della gola del dente per poi essere espulsa quando i denti non sono più a contatto diretto con il legno. Ciò motiva l'azione più o meno aggressiva delle seghe in base al numero di denti. Nonostante che ad un primo impatto si possa pensare che maggiore è il numero di denti di una sega maggiore sarà il potere di asportazione (dato appunto dal numero maggiore di taglienti), nella pratica si evince che la rimozione maggiore di materiale si ha con le seghe a basso tpi. La spiegazione dietro a ciò è molto semplice: quando un dente compie l'azione di taglio accumula il materiale nella gola che si ha tra il dente stesso e quello che lo precede; quando la gola si riempie il dente non è più in grado di tagliare altro legno e quindi arresta la sua funzione. Le seghe ad alto tpi hanno denti piccoli e quindi gole più piccole rispetto a seghe a basso tpi e ciò si traduce in tempi di riempimento della gola più lunghi, quindi possibilità di tagliare più legno per lo stesso dente, quindi maggior velocità di taglio per la sega con un tpi più basso. Da notare che minore è lo spessore del legno minore sarà il tempo di permanenza del dente pieno senza poter tagliare, maggiore sarà la velocità di taglio anche per seghe ad alto tpi. Ciò vuol dire in  pratica che seghe ad alto tpi taglieranno in tempi simili a seghe a basso tpi su spessori esigui, mentre la differenza di velocità di taglio aumenterà all'aumentare dello spessore del legno da tagliare.
Al fine di poter funzionare una sega deve poter scivolare nel solco (in inglese kerf) che essa stessa ha ricavato, in maniera fluida e con la minor resistenza possibile. Tuttavia l'attrito tra il metallo e il legno genera calore che fa dilatare il metallo e, secondo alcuni, stringere il solco. Ciò comporta un forte rallentamento o addirittura l'impossibilità di continuare il taglio.
Per ovviare a questo problema si è giunti a due soluzioni distinte ma complementari. La prima è quella della rastrematura della lama (taper), a partire dai denti fino al dorso. Questo accorgimento, comune nelle hand saw e più raro nelle seghe a dorso, rende il dorso della lama più sottile rispetto allo spessore dei denti, rendendo il taglio più fluido e abbassando il baricentro della sega verso la linea dei denti, cosa che rende più bilanciata e stabile l'azione di segatura.

 taper

La seconda soluzione, che è anche la più importante, è la stradatura (setting) dei denti: ciò consiste nel piegare in maniera alternata ogni dente verso l'esterno, in maniera da ottenere un solco di taglio più grande rispetto allo spessore della lama. Ciò permette alla lama di scorrere nel solco senza resistenze, dato che il contatto tra lama e legno è ridotto al minimo. Tuttavia creando un solco più grande la sega deve rimuovere anche più materiale, fattore che può rallentare il taglio: si tende quindi ad avere la minor quantità di stradatura necessaria ad un buon funzionamento della sega, in maniera da mantenere il taglio veloce ed al contempo fluido.

 ripedge




Essendo un attrezzo creato per lavorare il legno, le seghe devono riuscire a fronteggiare due distinti tipi di tagli: i tagli lungovena e i tagli traversovena.
Taglio lungovena, rip cut: in questo tipo di taglio il dente si presenta al legno in maniera pressochè “dritta”, asportando legno con la formazione di piccoli trucioli. Possiamo paragonare l'azione del dente a quella di una pialla.
Tagli traversovena, cross cut: in questo tipo di taglio il dente si presenta al legno di taglio, tagliando le fibre che incontra. Possiamo paragonare l'azione del dente a quella di un coltello da traccio che taglia le fibre che incontra.

 images2


Il tipo azione di taglio che vogliamo far avere al dente lo controlliamo interamente con l'affilatura. Impostando angoli diversi con la lima possiamo controllare l'azione di taglio lungovena o traversovena, l'aggressività del taglio, la cumulabilità e la facilità di scarico dei trucioli dalla gola dei denti. Questi tre angoli prendono il nome di rake, fleam e slope.

 p2_fleam_slope_rake

Il rake controlla l'angolo di attacco del dente con il legno. Possiamo quindi regolare l'aggressività del taglio della sega, abbassando o aumentando l'angolo del rake. Il rake per convenzione ha valore 0 con il dente a 90°, valore negativi per angoli minori di 90° e valore positivi per angoli superiori a 90° (l'angolo è misurato tra la linea del fronte del dente e la linea immaginaria che unisce tutte le gole della sega). Con rake positivo si ha un angolo di attacco minore e quindi si ha un'azione di taglio più morbida e rilassata, con rake negativi (non molto utilizzati) si ha un angolo di attacco maggiore e quindi un'azione di taglio più aggressiva. Il range di angoli utilizzati va da 0° a 30° per le seghe a taglio rip e da 10° a 30° per le seghe a taglio cross, con ovvie eccezioni possibili. Il rake si controlla ruotando l'asse della lima.

 angle_rip

Il fleam controlla l'angolo con cui i dente si presenta al legno. Più il fleam è vicino allo 0 più l'azione di taglio del dente è prossimo è quello di una pialla o di una scalpello; più il valore del fleam aumenta più l'azione di taglio del dente si avvicina a quello di un coltello. Con un fleam 0 si ha un taglio pienamente rip, con fleam superiore ai 15 gradi si inizia ad avere un taglio cross, con angoli compresi tra 7 e 15 si ha un taglio intermedio (questi ultimi parametri sono totalmente indicativi, prendeteli con le pinze!). L'angolo classico di fleam per tagli rip è di 0 gradi, ma spesso si è soliti aggiungere qualche grado di fleam per rendere il taglio più fluido; in genere si rimane sotto i 7°. Gli angoli più comuni per le seghe cross variano da 15 a 30, ma non mancano seghe con fleam più estremi per tagli molto puliti. In genere per legni morbidi e che tendono a scheggiare facilmente si utilizzano fleam maggiori, mentre per legni più compatti fleam più bassi. Ad esempio una sega con rake di 15° e fleam di 20° può essere utilizzata come sega per tagli grossolani su abete e sega per tagli piuttosto puliti su faggio. Il fleam si controlla variando l'angolo tra la lima e il piatto della lama: fleam 0 per la lima perpendicolare alla lama, fleam positivi muovendo la lima verso la punta o verso il manico della sega.

 dlhfig_3

Lo slope non influisce direttamente sull'azione di taglio del dente. Vi influisce indirettamente aumentando la capacità di accumulo di segatura della gola, aumentando quindi la capacità di taglio del dente. Tuttavia utilizzando bassi angoli di slope questa caratteristica rimane piuttosto limitata: è infatti necessario utilizzare angoli piuttosto pronunciati di slope per ottenere un accumulo sensibilmente maggiore rispetto allo slope 0. Oltretutto con slope elevati si ha la possibilità di ridurre il fleam che si impone al dorso del dente: con slope 0 l'affilatura a fleam diverso da 0 affila il fronte del dente che vogliamo più il dorso del dente davanti, riducendo la sua durata come dente affilato. Se utilizziamo angoli elevati di slope abbiamo la possibilità di limare solo (o quasi) il fronte del dente che vogliamo senza toccare il dorso del dente davanti, velocizzando quindi l'affilatura e aumentando la durata dei denti. Tuttavia l'affilatura con slope elevati non è una pratica semplice senza l'ausilio di ottime morse per seghe: è quindi necessaria esperienza ed attrezzatura per affilare correttamente con slope elevati. Lo slope si controlla abbassando la lima durante l'affilatura. In genere gli angoli variano da 0 a 45 gradi.

 acme_120_004_3_1
 
Da grimgorSesso: Uomo Inviato: Dom 16 Nov, 2014 02:27 #29
 
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In questa terza e ultima parte ci occuperemo della parte pratica di questa guida.
Mi scuso subito per la qualità delle foto che ho fatto, ma ho utilizzato la fotocamera che avevo a disposizione e si è rivelato un oggetto piuttosto pessimo.



Intanto partiamo dall'attrezzatura necessaria: una qualche morsa per la sega, una lima piatta a taglio possibilmente dolce, una lima triangolare della giusta dimensione per i denti, una pinza stradaseghe.


 dscn1111
 

Nel mio caso la morsa per la sega è un semplice listello con un taglio a metà, in cui verrà stretta la sega nella morsa del banco. Vi sono molte tipi di seghe, alcune vintage, altre commerciali, altre autocostruite. Il senso di una morsa per seghe è quella di tenere rigidamente la lama durante l'affilatura, nonostante la presenza del manico: quindi basta un qualsiasi tipo di morsa, basta che funzioni bene. Per farvi un'idea di cosa potrete comprare o di cosa potete autocostruirvi basta fare un giro su google immagini con la chiave di ricerca “saw vise”.

 dscn1074


La lima piatta serve per spianare i denti prima dell'affilatura e per eliminare un po' di stradatura nel caso del taglio che tira da una parte. La lima dovrebbe essere a taglio dolce, ma io ne uso una bastarda senza troppi problemi.
La lima triangolare serve per la sagomatura e per l'affilatura della sega. Dovete cercare di utilizzare la lima adatta al tipo di dente, dato che ci sono lime triangolari di dimensioni diverse. In genere i venditori delle lime da affilatura mettono accanto al modello della lima il range di tpi per cui la lima è adatta, ma se andate in un ferramenta è molto difficile che il negoziante sia in grado di consigliarvi. Direi che di base avete bisogno di tre lime: una lima ad ago triangolare per le seghe ad alto tpi (diciamo da 14 in su), una lima triangolare larga (la larghezza di una faccia della lima) circa 6-10 mm per le seghe da 12 tpi a 9, una lima triangolare grossa larga circa 10-15 mm per le seghe da 8 tpi in giù. Queste misure sono indicative, dato che ci sono almeno due scuole di pensiero al riguardo. La prima sostiene di utilizzare una lima grande abbastanza per cui il dente non superi la metà della faccia della lima, in maniera da avere 3 lati completamente utilizzabili della lima. La seconda scuola sostiene di utilizzare la lima più piccola possibile che riesca a limare completamente il dente. Nel primo caso si ha il vantaggio di avere una lima che dura molto più tempo, dato che i lati vengono utilizzati in maniera uniforme, anche se avendo una lima più grossa si arriva ad avere una gola poco profonda . Nel secondo caso si ha il vantaggio di limare gole più profonde, dato che la lima è più piccola, ma con la lima che ha una durata minore a causa dell'utilizzo non uniforme. Le due scelte hanno vantaggi e svantaggi, anche se devo constatare che affilatori professionisti come Herman e Cianci sono della prima scuola di pensiero.
La pinza stradaseghe serve per dare la stradatura alla sega, indispensabile per il suo corretto funzionamento. La pinza per eccellenza è la eclipse 77, che si trova a buon mercato su ebay uk. Tuttavia esistono molti altri tipi di pinze vintage e altrettante pinze moderne, a costi più o meno elevati. Un alternativa possibile è quella di utilizzare un “plate set” o anche un semplice cacciavite (come consigliato da Frank Klausz).


57  Saw Plate



Non obbligatori ma comunque molto comodi sono due, ma diciamo anche tre, semplici jig che ci aiutano a mantenere in maniera corretta gli angoli durante l'affilatura. Il primo è un semplice blocco di legno con 2 tagli fatti all'angolazione voluta che ci aiuta a mantenere il fleam desiderato. Ciò può essere fatto anche segnano i vari angoli direttamente sulla morsa, ma la cosa diventa un po' laboriosa. Ovviamente si può usare questo jig anche per affilature rip, non solo cross.

 dscn1106  


dscn1103

Il secondo jig serve per mantenere costante il rake. Dopo che si è fatto un foro in pezzo di legno delle giuste dimensioni (e magari pure sagomato in maniera appropriata) si imposta l'angolo della lima a seconda del rake che si vuole utilizzare allineando la faccia della lima che utilizziamo con il segno fatto con la falsa squadra sul pezzetto di legno e si inserisce la lima nel foro senza piantarla con troppa forza. Da notare che serve un'impostazione per affilare i denti a destra e un'altra per affilare i denti a sinistra, nel caso si stia affilando una sega con fleam.

 p2_5_rake_jig


Il terzo jig è quello commercializzato da non molto tempo dalla veritas. Non è un jig fondamentale per l'affilatura ma è sicuramente molto comodo e intuitivo. Se ci unite il prezzo piuttosto convenuto risulta essere un acquisto tutt'altro che insensato, anche per persone che non affilano molte seghe.

 504098_xl


Quindi, a questo punto siamo con la sega in mano. La prima cosa da fare è quella di controllare lo stato generale dei denti per farsi un'idea del lavoro: denti mancanti, denti fuori sagoma, stradatura etc. Se il lavoro di risagomatura è importante può essere utile eliminare la stradatura per affilare più agevolmente tramite martello e incudine. Nel solito modo possiamo eliminare parte di un'eccessiva stradatura, cosa piuttosto comune nelle seghe di seconda mano.
Dopo aver messo la sega nella morsa iniziamo a sporcarci le mani. Per prima cosa partiamo con la spianatura dei denti, che serve a portare tutti i denti alla solita altezza, in maniera da farli lavorare tutti alla solita maniera e rendere quindi il taglio più pulito e fluido. Questa operazione non è necessaria ad ogni affilatura, ma serve solamente a livellare nuovamente tutti i denti e sarà quindi fatta dopo diverse affilature dall'ultima spianatura.

 dscn1079

Dopo aver appoggiato la lima (possibilmente senza il manico) sui denti diamo qualche passata, facendo scorrere la lima dal manico verso la punta della sega. La pressione deve essere poca ed uniforme, mantenendo la lima in squadro con la lama. Potete utilizzare un semplice jig per cercare di mantenere lo squadro. La spianatura termina quando vedrete che tutti i denti hanno la punta piatta: ciò significa che tutti i denti sono allo stesso livello. Possono bastare due o tre colpi di lima come ne possono servire qualche decina.

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La seconda fase è quella della sagomatura dei denti. Dopo aver scelto il rake desiderato si parte con la limatura dei denti. Ci troveremo con denti di dimensione diversa che richiedono limature diverse, quindi il processo sarà piuttosto lento. Per capire quanto si deve limare un dente si deve guardare quanta superficie piatta rimane sulla punta: non appena si vede la parte piatta del dente scomparire vuol dire che la sagomatura di quel dente è finita e si passa oltre. Dato che con la lima si lavorano due denti allo stesso momento (un fronte e un dietro) capiterà spesso di avere un dente su cui si deve lavorare poco e quello accanto che necessita più lavoro. Per risolvere questo problema basta modulare la pressione sulla lima: se vogliamo limare in parti uguali i due denti basta premere direttamente verso il basso, se vogliamo limare un dente più di un altro basta premere verso il dente interessato. Se vogliamo quindi limare più il dente destro di quello sinistro si spinge la lima in basso a destra, se vogliamo limare più il dente sinistro del destro spingiamo la lima in basso a sinistra. E' buona pratica evitare di sagomare i denti tutti in una sola volta, ma invece, al fine di avere denti il più uniforme possibile, si dovrebbero sagomare i denti lentamente e uniformemente tra loro. Si parte quindi dai denti che richiedono più lavoro e si uniformano agli altri, per poi partire dal primo e iniziare a lavorare su tutti i denti di seguito, 3-4 colpi l'uno cercando di portare avanti il lavoro in maniera lenta ed uniforme. In genere durante la sagomatura si lavora sempre con fleam 0, impostando solamente il rake. Questo per cercare di concentrarsi soltanto sulla sagomatura senza pensare troppo ai vari angoli da dover tenere. Non è tuttavia una regola imprescindibile e con un po' di pratica penso si possa risagomare una sega impostando direttamente il fleam.


La terza parte è quella della stradatura. C'è poco da dire qui: cercate di essere consistenti durante l'azione di piegatura, sia che utilizziate una pinza, il plate set o un cacciavite: procedete con calma e con pressione sempre uguale. Se ci riuscite prendete dei riferimenti (magari anche con la morsa stessa) e appoggiatevi ad essi.

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A questo punto avete due strade davanti: dichiarare finita l'affilatura (a meno che non vogliate affilare la sega cross e non avete ancora inserito del fleam) oppure rispianare i denti ed affilare un'ultima volta. Può sembrare una pazzia passare una lima su dei denti ben taglienti, ma la stradatura introduce una piegatura nel dente che fa lavorare solo un angolo, almeno fino alla prossima affilatura. Ciò significa che il dente taglia solo in una parte della sua superficie reale andando quindi a rimuovere materiale in maniera meno efficiente. Per ovviare a ciò si da una lieve spianatura ai denti (in genere 2-3 colpi sono sufficienti) e si affilano i denti un'ultima volta, seguendo le stesse indicazioni di prima.
Se intendete affilare la sega cross potete introdurre il fleam in 3 momenti diversi: direttamente nella sagomatura, prima della stradatura o dopo la stradatura. Non ho mai impostato il fleam durante la sagomatura per cercare di ottenere un risultato più uniforme, ma ho provato a “flemmare” la sega prima e dopo la stradatura senza notare differenze nel risultato. Ricordate solamente che dovete affilare il fronte del dente stradato lontano da voi e non il fronte del dente stradato verso di voi.


Quindi ora ci ritroviamo con una sega affilata e stradata. Non ci resta che fare qualche prova di taglio per vedere se la stradatura è uniforme su entrambi i lati e quindi la sega taglia dritta senza tirare da una parte o dall'altra. Dato che abbiamo una naturale tendenza ad aggiustare il taglio dobbiamo cercare di limitare al minimo i nostri interventi. Avviamo quindi il taglio per 4-5 cm e poi chiudiamo gli occhi continuando a segare, in maniera da non poter influenzare il taglio con le nostre correzioni. Dopo aver segato per una decina di cm controlliamo se il taglio è sempre sul segno o se tira da una parte. Se non vi piace segare ad occhi chiusi potete impugnare la sega solamente con il pollice e il medio, senza utilizzare gli altri 3 diti: utilizzando solo 2 diti non abbiamo la possibilità di correggere il taglio e vedremo quindi gli effetti della stradatura.
Se la sega va dritta vuol dire che abbiamo finito il nostro lavoro. Se la sega tira da una parte dobbiamo prendere la nostra fidata lima piatta, mettere la sega sul banco, appoggiare la lima sul lato dei denti verso cui tira la sega e con un paio di passate leggerissime della lima (in pratica basta il suo stesso peso) rimuoviamo un po' di stradatura dalla parte incriminata della sega e facciamo nuovamente qualche taglio di prova. Appena vediamo che la sega tira dritto abbiamo finito di settare a dovere la stradatura.


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Bene, più o meno la guida per l'affilatura delle seghe finisce qui. Credo sia importante lasciare qualche riferimento e sopratutto qualche video. Vi avverto subito: quasi tutto quello che vi lascio è in inglese. Se non siete anglofoni potete utilizzare google traduttore sulle pagine e potete guardare i video anche senza capire quello che viene detto. L'importante è che vi concentriate sui movimenti che vengono fatti, osservando come vengono mantenuti i 3 angoli fondamentali della lima durante l'affilatura e come viene fatto procedere il lavoro.


http://www.disstonianinstitute.com/glossary.html
Glossario dell'istituto delle seghe disston (si, in america hanno anche questo). Molto comodo per le immagini e la nomenclatura delle varie parti delle seghe.
http://www.vintagesaws.com/library/primer/sharp.html
Una buona guida (ovviamente in inglese) all'affilatura delle seghe. Contiene molte immagini esemplificative e alcuni schemi anche sull'azione di taglio delle seghe.
http://www.legnofilia.it/viewtopic....der=asc&start=0
Guida del grande Andrea all'affilatura di una sega per cross cut estremo. Molto utile!
http://www.youtube.com/watch?v=u-_MF2Mnxwc
Un video molto lungo sull'affilatura delle seghe. Devo dire che è un ottimo video, anche se un pò ripetitivo. Vi segnalo in particolare al minuto 1:10:00 un'ottima spiegazione del perchè spianare i denti dopo la stradatura. La mia spiegazione sembra criptica anche a me che l'ho scritta, ma con queste immagini (anche se non capite cosa dice il gentleman) capite subito cosa ho scritto nelle mie quartine alla Nostradamus.
http://www.youtube.com/watch?v=UA5DixEaaUo
Il mitico Paul Sellers che spiega il suo metodo di affilatura, con l'aggiunta finale di un back bevel per, secondo lui, auomentare la durata del dente. Non ho mai provato questo trucchetto, ma sicuramente è molto interessante.
http://www.youtube.com/watch?v=glaVp5lszmw
Il promo al dvd "Sharpen Your Handsaws" di Ron Herman. Se capite l'inglese vi consiglio assolutamente questo dvd, secondo me il migliore in giro.





Bene, per il momento credo sia tutto.
Se ci sono domande e chiarimenti ovviamente sono a disposizione!



Ora tocca a te gwood!   




Ps: direi che è stato un lavoraccio. Quasi 8 pagine di word...
 
Da vittoSesso: Uomo Inviato: Dom 16 Nov, 2014 08:50 #30
 
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Grimgor intanto grazie, se per te otto pagine sono state impegnative da scrivere figurati per noi leggerle e soprattutto comprenderle appieno ma non ci scoraggiamo, ce la farò  
Visto così quel jig della veritas non sembra molto difficile da autocostruire e sembra molto funzionale, ci farò un pensierino.

Una domanda ce l'ho; tempo fa ho spianato a zero i denti di un vecchio segaccio e volevo rifarli ex novo, Andrea mi aveva passato il link dei template delle varie misure ma quando mi è saltato il computer ho perso tutto.
L'idea era di prepararlo per il taglio crosscut con 10/13 tpi, potresti darmi qualche informazione in merito?

Ciao e rigrazie
vittorio
 

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