Calice In Ciliegio

Da Edoardo, 05 Feb 2010.

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Da EdoardoSesso: Uomo Inviato: Ven 05 Feb, 2010 07:33 #1
 
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Come nasce un Calice di Ciliegio










Metodologia




Partiremo da un tronchetto alto circa 20 cm. e largo 13, ed anche se fossero evidenti i buchi dei tarli, non importa, per ora possiamo trascurare la loro presenza.

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Tronchetto grezzo



Come operazione preliminare provvederemo a bloccare il pezzo tra le punte, dopo aver trovato il centro con un center finder, e poi procederemo alla cilindratura.

Fatto ciò, prepariamo una presa mandrino in compressione e prendiamo il pezzo con le griffe grandi.

Siccome i fori dei tarli potrebbero essere molti, nel caso cerchiamo di togliere il marcio e abbozziamo una forma esterna, fino a che non si raggiunga il legno buono, o quasi.

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Pezzo abbozzato su mandrino con presa in compressione



Ci serviremo ora di due punte, una da 13 mm. e l'altra da 21mm. dotata di attacco cono morse 2 per allargare lo scavo interno.

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Punte da trapano atte a facilitare lo scavo



Iniziamo lo scavo interno servendoci della punta da 13 mm. applicata al mandrino sulla contropunta, e facendo avanzare dolcemente la punta con la manovella in modo che non si intasi.

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Scavo con la punta da 13mm



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Allargamento del foro con la punta da 21 mm.



Allarghiamo via via il foro centrale utilizzando sia le sgorbie che il raschio a punta arrotondata, a seconda della necessità, provvedendo di tanto in tanto a controllare lo spessore delle pareti con un calibro o un compasso da tornio.

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Verifica dello spessore delle pareti con il compasso da tornio.



Quando ci sembrerà di aver raggiunto un risultato ottimale, potremo passare alla levigatura iniziando da una carta abrasiva a grana 100, e poi passando via via alle grane superiori, per esempio 120, 150, 180, 320.

Per adesso non useremo grane più sottili, che verranno utilizzate dopo la stuccatura degli eventuali buchi di tarli rimasti.

Col troncatore provvediamo ora a staccare il calice dalla base nelle griffe.

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Taglio della presa mandrino del calice.



A questo punto le pareti sembrano ancora spesse e con qualche antiestetico gradino nello scavo interno:
provvediamo allora a sostituire le griffe grandi con le medie, rimettiamo delicatamente il calice nel mandrino, e procediamo ad assottigliare e pareggiare l'interno

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Rifinitura interna del calice



Effettuiamo poi altre passate con carta abrasiva e, dopo una soffiata di aria compressa per eliminare la polvere, con una siringa iniettiamo nei fori rimasti l'antitarlo, lasciamo asciugare e passiamo alla stuccatura.

Dopo la levigatura finale con carta fino alla grana 500, provvediamo a dare due mani (a distanza) di olio di lino cotto e, ad asciugatura avvenuta, lucidiamo al tornio con cera d'api e carnauba (ricetta e metodo di Guido512    ).

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Calice ultimato dopo la finitura


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Calice ultimato dopo la finitura



Le dimensioni finali del nostro calice saranno di cm. 15 x 10.





Preparazione della cera (ricetta di Guido512)

Preparare una miscela di cera carnauba (2 etti) e cera d'api (1 etto) fusa a bacchette.
Acquistare la cera carnauba in scaglie e quella d'api in panetto presso un colorificio o un negozio di belle arti.
Porre una vecchia pentola sulla stufa, con un vaso di vetro (tipo quelli della marmellata) a bagno maria.
Mettere le cere nel vasetto, ed aspettare circa mezz'ora che si sciolgano.
Versare la cera negli stampini che avremo avuto cura di preparare in precedenza, rivestiti di carta da forno o alluminio, aspettare che la cera si raffreddi, toglierla dallo stampino ed utilizzarla.

Per le stecche di cera, una misura comoda da utilizzare è per esempio 1x2x20 cm circa, ma si abbia l'accortenza di fare lo stampino alto almeno 2 cm., poichè la cera, raffreddandosi, si ritira molto.

Se si notasse che la cera così preparata è troppo dura (questa miscela va bene per lucidare al tornio oggetti fatti con legno duro, tipo il bubinga), allora basta aumentare nella miscela la percentuale di cera d'api (per esempio 150 gr. di cera carnauba e 150 gr. di cera d'api).

Se fossimo in presenza di bacchette già fatte, basta fonderle di nuovo ed aggiungere alla miscela un altro pò di cera d'api.



Stesura della cera (metodo di Guido512)

Strofinare in maniera leggera la barretta sul pezzo mentre sta gìrando sul tornio.
Poi stenderla con un pezzo di carta assorbente applicando una forte pressione ed oscillando tra bordo e centro: in tal maniera la cera si riscalda e, fondendo, si stira.

Dove è ben stesa si notano cambiare sia il colore che la lucentezza.

Se ne è messa troppa, asportarne l'eccesso passando un pò di trucioli.

Per quanto riguarda la stesura della cera, è meglio evitare l'uso di stracci di cotone, che si potrebbero impigliare e, non potendosi strappare come la carta assorbente, dare luogo a pericolose conseguenze facilmente immaginabili.








by ArcaDiLegno - 2010

Ultima modifica di littlelion il Sab 13 Feb, 2010 23:19, modificato 6 volte in totale

 

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