I Tarli: Xilofagi

Da restauratore6, 07 Gen 2014.

Risposte 24, Visite 3849

Vai a 1, 2  Successivo

Precedente Argomenti Recenti Download Discussione Versione Stampabile Segnala via email Successivo

 

Da restauratore6Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 08:59 #1
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Gennaio 2014

Messaggi: 27

Età: 62

Residenza: italia.png Toscana

Regione: Toscana

Provincia: Siena (SI)


Il Tarlo
Generalità:
"Tarlo" è il nome comune con cui vengono identificati diversi tipi di coleotteri che si nutrono delle parti molle del legno. I tarli sono più diffusi oggi che un tempo, poiché nei nostri appartamenti, il clima è più favorevole e consente anche la riproduzione fino a tre volte l'anno.

 lyctus_sirex_1389080933_188466




La femmina del tarlo depone le uova nelle fessure,fori, abrasioni del  legno, e in tutti quei punti del mobile nei quali, la larva che uscirà dalle uova potrà poi trovare la possibilità di nutrirsi iniziando a scavare la sua galleria. Da questa osservazione, ne deriva che tutte le parti lucidate e ben protette dei nostri mobili non sono un ambiente favorevole alla diffusione del tarlo, pertanto risulta importante dedicare tempo a queste cure anche in vista di una prevenzione a questi indesiderati insetti.
Le larve, una volta entrate nel legno, vivono in questo nutrendosene e scavando lunghe gallerie  che seguono normalmente le venature del legno stesso. Il ciclo di vita di questi insetti dura  anche diversi anni, al termine dei quali (di solito in primavera ed in autunno), l'insetto ormai adulto esce all'esterno. Con questa osservazione, appare chiaro che il foro che noi normalmente vediamo e che denuncia la possibile presenza di tarli nel nostro mobile è, contrariamente a quanto normalmente si crede, il foro di uscita e non quello di entrata. Pertanto, quando vediamo i forellini, il danno all'interno è già fatto.
Tra le specie più comuni che infestano i mobili sono quelli  della famiglia degli Anobidi. Questi escono, una volta adulti, a maggio o a luglio.  E' in questi periodi si possono sentire i caratteristici picchiettii regolari contro la superficie lignea provocati dalla femmina sbattendo il capo contro la superficie lignea . Si tratta di richiami amorosi. Per questo, i tarli di questa specie, vengono chiamati "orologi della morte".
Un altro tarlo, sempre della famiglia degli Anobidi, è il cosiddetto  "capricorno delle case" , di origine tropicale, si è ambientato molto bene al clima delle nostre case.  I Tarli di questa famiglia, sono voracissimi e non disdegnano nemmeno i legni resinosi o durissimi. Questo tarlo, è difficilmente individuabile, perchè trascorre tutta la sua esistenza all'interno del legno dove si accoppia e si riproduce. L'unico indizio, è dato dal caratteristico rumore che si può sentire quando mangia.  
Altro tipo di tarlo è del genere Lyctus che si riconosce per la caratteristica forma ovale dei fori di uscita dentro ai quali la femmina depone le uova. Questo avviene tra aprile e maggio.
Analisi dei danni:
La presenza del tarlo viene denunciata da piccoli cumuli di polvere che improvvisamente fanno la loro comparsa sul pavimento sotto al mobile o all'interno di questo.  Se diamo un'occhiata nella presumibile direzione dove possiamo aspettarci il foro, non tarderemo a scoprirlo. I fori (fig. 1) di uscita dei tarli sono molto evidenti: quelli recenti hanno il profilo chiaro in quanto sono stati praticati da poco. Se vediamo fori dal profilo scuro, o parzialmente chiusi da cera, possiamo considerarli tranquillamente fori praticati da un passaggio di qualche tarlo lontano nel tempo, ma non per questo devono essere trascurati. I danni che il tarlo può causare, vanno da pochi forellini sparsi qua e la senza pregiudicare  la stabilità del mobile, a vere e proprie asportazioni di materiale che può portare allo sgretolamento  di intere parti (fig. 2).
A volte il tarlo costruisce la propria galleria appena al di sotto della superficie al punto da rendere fragilissimo il sottile strato  che la separa dall'esterno. In questi casi occorre fare molta attenzione a operare con carta abrasiva poiché si corre il rischio di asportare questa leggera pellicola lasciando scoperta una irrecuperabile antiestetica galleria. Questa è detta per l'appunto "tarlo lungo" (fig. 3), la quale diventa anche un segnale di allarme per manomissioni non dichiarate. Infatti, nel mondo dei falsi, spesso con materiale di recupero si fanno mobili che poi vengono spacciati per autentici. L'adattamento del legno ai nuovi mobili, porta spesso a scoprire le gallerie di tarli più o meno profonde . La loro presenza deve indurci per lo meno ad essere sospettosi di fronte ad un presunto mobile autentico. Con chi ce lo propone, è meglio esporre il dubbio e farci spiegare come lui giustifica la presenza del tarlo lungo. Sicuramente, se non si tratta di una manomissione, certamente c'è stato un tentativo di restauro per lo meno incauto.
 
Fig. 3 Come si presenta il cosiddetto "tarlo lungo"
Legno si... legno no
I Tarli, non attaccano indistintamente tutti i tipi di legno. I legni sui quali si accaniscono di più sono il noce, il ciliegio e gli altri alberi da frutto.Quelli verso i quali propendono meno sono quelli più ricchi di resina come il pino, il larice, l'abete.Mentre il castagno, il rovere e l'olmo sono mediamente resistenti.
Antichità e tarlo
La presenza o assenza del tarlo non è un  indice indiscutibile  di antichità. Infatti il tarlo si nutre delle parti molle delle fibre legnose. Ma se un mobile è costruito con la parte più interna del noce,  quella più scura, questa è dura e ricca di tannino, cosa poco gradita al tarlo. Così potremmo avere un mobile antico e privo di tarli
 
Da FedExSesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 09:18 #2
 
avatar

Registrato: Aprile 2013

Messaggi: 139

Residenza: blank.gif

Regione: Stato Estero

Provincia: -

Interessante. Nella stanza dove dormivo da studente mi ha fatto compagnia per anni un orologio della morte. Per la cronaca.. sono ancora vivo
 
Da anonimo22 Inviato: Mar 07 Gen, 2014 13:58 #3
 
Espulso
avatar

Registrato: Marzo 2013

Messaggi: 618

Residenza: blank.gif

Regione: Stato Estero

Provincia: -

Interessante, grazie.
 
Da GioVa Inviato: Mar 07 Gen, 2014 14:35 #4
 
avatar

Registrato: Agosto 2010

Messaggi: 4112

Residenza: blank.gif

Regione: Piemonte

Provincia: Alessandria (AL)

acc tutto molto interessante e riassuntivo .......... 'l'orologio della morte'' incute un po' di terrore ma pazienza spaventa soltanto un po
 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 14:40 #5
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Agosto 2011

Messaggi: 5281

Età: 39

Residenza: italia.png catania

Regione: Sicilia

Provincia: Catania (CT)

Ciao Angelo e grazie per l'interessante post.

Approfitto di questo argomento per esporti una mia "paura".

Io ho un garage con un banco da falegname costruito quasi totalmente in abete e alcune parti del piano in castagno dell'etn, castagno molto duro e ricco di tannino.

Recentemente un caro amico in vista a CT mi ha fatto un dono, ovvero un tronco di ulivo totalmente infestato dai tarli (John ovviamente non lo sapeva).

p1020003

Il giorno dopo ho finito di scortecciare il tronco e l'ho tagliato in tre pezzi lunghi 35 cm e di diametro di circa 18-20 cm al fine di ottenere alcune tavolette da far stagionare.

Siccome non avevo esperienza con i tarli, per il primo taglio ho appoggiato il tronco nella morsa (per comodità), a metà del taglio è uscito un insetto nero e lungo che si è rifugiato in un buco per il cane del banco. Non ho avuto la lucidità di ucciderlo all'interno della sede del cane, ma preso dal panico (avevo capito che vive bene nel legno) l'ho cacciato via con la pistola che spara aria compressa, e adesso non so dove si è andato a cacciare

Ho continuato a tagliare il tronco sempre in tre pezzi e poi battendo i pezzi a terra mi sono accorto che uscivano montagnette di tarli "bianchi" (sono larve? mi riferisco a quelli della Fig. 1). Per questi poco male perchè li ho raccolti comodamente con la scopa e li ho gettati via nell'immondizia vicino casa.

Adesso i tre tronchetti stanno vicino casa in cortile a distanza di sicurezza dal lab in attesa del fuoco o di essere stavolati.

Le domande che vorrei fare a te e gli altri esperti restauratori (esempio Alvino, Pasquale, etc) sono le seguenti:

1) Cosa debbo fare per quel tarlo nero che si è nascosto chissà dove nel mio lab (o magari è morto, spero)? Considera che oltre al banco da lavoro ho anche diversi tavoloni di castagno grezzo (secondo me si è rifugiato li) che attendono di essere stavolati. Il banco è stato trattato con due mani abbondanti di olio di lino cotto ed è seminuovo, ho paura di piu' per le tavole di castagno! Cosa posso fare?

2) Dato che i famosi tronchetti sono pieni zeppi di tarli o larve mi conviene comunque sfettarli alla sega nastro per poi liberarli con antitarlo oppure è meglio lasciarli per il fuoco per non rischiare di infettare ulteriormente il laboratorio? Penso che li passo alla nastro appena becco il canale principale viene fuori un'invasione di tarli.

grazie mille per il post e le eventuali delucidazioni, appena posso, spero stasera, metto qui un paio di foto

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da GioVa Inviato: Mar 07 Gen, 2014 14:47 #6
 
avatar

Registrato: Agosto 2010

Messaggi: 4112

Residenza: blank.gif

Regione: Piemonte

Provincia: Alessandria (AL)

quel legno o lo butti o gli fai un bagnetto nell'antitarlo per immersione

per il castagno non mi preoccuperi piu' di tanto perche' quello che ho visto finora non tarla neanche in ambinete con altri legni  super infestati di tarli! evidentemente non gradiscono l'essenza del castagno e il suo tannino

Ultima modifica di GioVa il Mar 07 Gen, 2014 14:50, modificato 1 volta in totale

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 14:53 #7
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Agosto 2011

Messaggi: 5281

Età: 39

Residenza: italia.png catania

Regione: Sicilia

Provincia: Catania (CT)

GioVa ha scritto: 
quel legno o lo butti o gli fai un bagnetto nell'antitarlo per immersione


Certo prima dell'immersione lo devo sfettare, o no? Altrimenti dovrei usare una vasca alta 25 cm piena di antitarlo!  

GioVa ha scritto: 


per il castagno non mi preoccuperi piu' di tanto perche' quello che ho visto finora non tarla neanche in ambinete con altri legni  super infestati di tarli! evidentemente non gradiscono l'essenza del castagno e il suo tannino


La penso come te ma ho pensato che è meglio chiedere agli esperti. Nel castagno che ho usato fino adesso ho sempre trovato segni di tarli ma molto superficiali, e poi nulla piu'. Penso che la particolare durezza di quel castagno costituisce un deterrente

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da costantinoSesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 15:49 #8
 
Espulso
avatar

Registrato: Dicembre 2009

Messaggi: 3749

Età: 60

Residenza: italia.png poirino

Regione: Piemonte

Provincia: Torino (TO)

io metterei il legno in immersione di testa, dopo due giorni lo giro in maniera che stia immerso almeno due giorni per ogni testa , poi spennelli per bene le parti di legno che sembrano asciutte , prendi un bel sacco nero spesso da rifiuti e cacci tutto dentro, poi leghi per bebino e metti da parte.
Tra un paio di mesi ripeti l'operazione e secondo me , nel giro di altri 2 mesi hai risolto ,
dopo il trattamento lo fai asciugare, fai un bell'oggettino e lo regali a qualche amico           dell'arca, e sei a posto
che ne dite?
secondo me funziona

Pasquale
 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 17:14 #9
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Agosto 2011

Messaggi: 5281

Età: 39

Residenza: italia.png catania

Regione: Sicilia

Provincia: Catania (CT)

costantino ha scritto: 
io metterei il legno in immersione di testa, dopo due giorni lo giro in maniera che stia immerso almeno due giorni per ogni testa , poi spennelli per bene le parti di legno che sembrano asciutte , prendi un bel sacco nero spesso da rifiuti e cacci tutto dentro, poi leghi per bebino e metti da parte.
Tra un paio di mesi ripeti l'operazione e secondo me , nel giro di altri 2 mesi hai risolto ,
dopo il trattamento lo fai asciugare, fai un bell'oggettino e lo regali a qualche amico           dell'arca, e sei a posto
che ne dite?
secondo me funziona

Pasquale


Grazie mille per il suggerimento. In realtà John,  appena saputo che il legno è molto tarlato, mi ha consigliato di farne brace, ma sempre di ulivo si tratta, qualche tavoletta puo' rendere una bella scatoletta

Comunque appena possibile vi passo le foto con le condizioni dei trochetti, magari i tarli hanno mangiato troppo e non ne vale la pena

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da Roberto_69Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 17:22 #10
 
avatar

Registrato: Novembre 2012

Messaggi: 1557

Età: 48

Residenza: italia.png Bibiana

Regione: Piemonte

Provincia: Torino (TO)

fabrizio979 ha scritto: 
costantino ha scritto: 
io metterei il legno in immersione di testa, dopo due giorni lo giro in maniera che stia immerso almeno due giorni per ogni testa , poi spennelli per bene le parti di legno che sembrano asciutte , prendi un bel sacco nero spesso da rifiuti e cacci tutto dentro, poi leghi per bebino e metti da parte.
Tra un paio di mesi ripeti l'operazione e secondo me , nel giro di altri 2 mesi hai risolto ,
dopo il trattamento lo fai asciugare, fai un bell'oggettino e lo regali a qualche amico           dell'arca, e sei a posto
che ne dite?
secondo me funziona

Pasquale


Grazie mille per il suggerimento. In realtà John,  appena saputo che il legno è molto tarlato, mi ha consigliato di farne brace, ma sempre di ulivo si tratta, qualche tavoletta puo' rendere una bella scatoletta

Comunque appena possibile vi passo le foto con le condizioni dei trochetti, magari i tarli hanno mangiato troppo e non ne vale la pena


Il metodo freezer?

____________
Ciao, Roberto

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 17:49 #11
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Agosto 2011

Messaggi: 5281

Età: 39

Residenza: italia.png catania

Regione: Sicilia

Provincia: Catania (CT)

Roberto_69 ha scritto: 

Il metodo freezer?


Ho il freezer semi-pieno e poi dovrei comunque sfettare i tronchetti prima.

____________
Ciao, Fabrizio

 
Da SimgagliardiSesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 19:28 #12
 
avatar

Registrato: Ottobre 2012

Messaggi: 1715

Età: 29

Residenza: italia.png Roma

Regione: Lazio

Provincia: Roma (RM)

Bellissimo questo post!
 
Da ebanistaSesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 21:07 #13
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Settembre 2009

Messaggi: 1148

Età: 63

Residenza: italia.png

Regione: Veneto

Provincia: Treviso (TV)

Simgagliardi ha scritto: 
Bellissimo questo post!

Concordo

____________
Ciao
Gin


Anche l’ora più nera ha solo sessanta minuti. (Morris Mandel)

 
Da Roberto_69Sesso: Uomo Inviato: Mar 07 Gen, 2014 22:20 #14
 
avatar

Registrato: Novembre 2012

Messaggi: 1557

Età: 48

Residenza: italia.png Bibiana

Regione: Piemonte

Provincia: Torino (TO)

fabrizio979 ha scritto: 


Ho il freezer semi-pieno


Per questo problema la soluzione si trova, non ti preoccupare...ci inviti a pranzo tutti quanti et voilà!

____________
Ciao, Roberto

 
Da fabrizio979Sesso: Uomo Inviato: Gio 09 Gen, 2014 16:50 #15
 
avatar
Galleria Personale

Registrato: Agosto 2011

Messaggi: 5281

Età: 39

Residenza: italia.png catania

Regione: Sicilia

Provincia: Catania (CT)

Roberto_69 ha scritto: 
fabrizio979 ha scritto: 


Ho il freezer semi-pieno


Per questo problema la soluzione si trova, non ti preoccupare...ci inviti a pranzo tutti quanti et voilà!


Problema risolto a "monte". Avevo lasciato i tronchetti in cortile di fronte al portone e qualcuno li ha presi..saranno serviti alla stufa, bene per lui

____________
Ciao, Fabrizio

 

Vai a 1, 2  Successivo

Precedente Argomenti Recenti Download Discussione Versione Stampabile Segnala via email Successivo