Legni Per Liuteria: I Palissandri

Da African-Blackwood, 12 Mar 2008.

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Da African-BlackwoodSesso: Uomo Inviato: Mer 12 Mar, 2008 23:38 #1
 
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Se nella costruzione di strumenti ad arco l’acero regna pressocchè incontrastato, gli strumenti a pizzico – e più in particolare le chitarre – sono il regno dei palissandri e degli altri legni duri.
In passato “il legno” per chitarra era il palissandro brazil, ora però divenuto raro e riservato soltanto a un piccolissimo numero di strumenti artigianali di grande pregio. Tutti i palissandri sono legni piuttosto duri e pesanti, che richiedono stagionatura lenta ed accurata. Non facilissimi da piegare (alcuni veramente ostici) e spesso di difficile incollaggio, conseguenza del contenuto di oli essenziali (a questo proposito è bene ricordarsi di sgrassare le superfici prima di procedere all’applicazione della colla). Tali difficoltà vengono però compensate con gli interessi dal suono che donano agli strumenti, sempre di livello elevato, e – in alcuni casi -  assolutamente superbo.
Per la maggior parte hanno pori piuttosto aperti e richiedono una lucidatura prolungata e laboriosa.
Hanno quasi tutti odore piacevolmente rosaceo o floreale, non a caso in inglese sono detti “rosewood” (legno di rosa).

Ecco i Palissandri più diffusi e/o richiesti


•    Dalbergia Baroni / Palissandro Madagascar
Come aspetto e qualità generali questo Palissandro può tranquillamente competere con il Palissandro Brazil. Tuttavia con una sua personalità di suono ben definita. Si lavora piuttosto bene nonostante la notevole durezza e si piega senza eccessive difficoltà (per essere un Palissandro, beninteso).
E’ raramente disponibile nelle larghezze necessarie per i fondi di chitarra e viene per lo più impiegato in fondi a tre o a quattro pezzi. La maggior fatica viene ampiamente compensata dalla qualità del suono di cui è capace.
Il colore è piuttosto vario, si va dal rosso-arancio, al rosso-bruno, al marrone, al marrone-porpora.


•    Dalbergia Latifolia /Palissandro Indiano
E’ attualmente il legno più usato per chitarre di qualità. Soprattutto per le classiche. In questo ruolo ha sostituito il palissandro brazil che era la scelta quasi obbligata dei grandi liutai del passato. Rispetto a quest’ultimo ha minore densità e compattezza ma è più stabile e ha grana e venatura più omogenee. Inoltre è facilmente reperibile ed è ampiamente utilizzato per ombreggiare le piantagioni di the e caffè, cosa che lo rende una scelta ecologicamente sostenibile e ne mantiene il prezzo accessibile.
Si lavora senza particolari difficoltà, probabilmente il più facile da usare fra i vari palissandri, ma ha odore non sempre gradevole e richiede un po’ più tempo degli altri per la finitura e pulitura a gommalacca. Come per tutti i palissandri è’ preferibile sgrassare le superfici interessate prima dell’incollaggio.
Tende a dare agli strumenti un timbro caldo e robusto sia quando usato per le fasce e fondo che per il manico.

 
•    Dalbergia Maritima / Ebano Viola / Bois de Rose
È una delle varie Dalbergie chiamata “bois de rose”  si tratta di un legno entrato in uso in liuteria da tempo relativamente breve. Ha un colore che varia dal “borgogna” (hic!) a un nero con riflessi violacei. La densità è simile a quella del palissandro indiano (0,75-0,9) ma battendo con le dita esibisce un “tap tone” più aperto e brillante che impartisce anche agli strumenti.
Si lavora senza grossi problemi ed ha odore leggero e abbastanza gradevole. Tende comunque un po’ a scheggiare e non è facilissimo da piegare. Come per tutti i palissandri è’ preferibile sgrassare le superfici interessate prima dell’incollaggio. Non molto poroso, prende abbastanza facilmente una buona pulitura.
Personalmente lo trovo una valida alternativa per le fasce e per il fondo tanto per chitarre classiche che acustiche, con l’unico accorgimento di usarlo a spessori leggermente più alti (10% CA.) di quanto si faccia usualmente con i palissandri. Non ho esperienza (né notizie) del suo uso nella costruzione dei manici.


•    Dalbergia Melanoxilon / African Blackwood / Ebano Mpingo
Il re degli ebani è in realtà un palissandro a tutti gli effetti.
Densissimo (1,2-1,4), rarissimo, costoso, difficile da lavorare al punto da richiedere lame di acciai particolari, è – abbastanza ovviamente – usato solo da pochi esperti liutai. Tuttavia - e nonostante la sua recente introduzione - è ormai considerato come il “sacro Graal” dei legni per liuteria.
Colore variabile dal cioccolato con venature evidenti a un nero quasi assoluto. Molto stabile una volta stagionato. Va stagionato però con molta attenzione per evitare che si spacchi o si deformi. Difficilissimo da piegare, tende a “temprarsi” durante il processo di piegatura, dunque è importante ottenere la curva giusta al primo tentativo. E’ comunque preferibile fare uso di forme per la sua lavorazione. In compenso ha un piacevolissimo profumo di fiori con una dominante di rosa selvatica e di viola e prende molto velocemente e facilmente una bella pulitura che dà risalto alla profondità della venatura, specie negli esemplari meno scuri.
Usato a spessori relativamente sottili ( -10-15 % CA.) rispetto agli altri palissandri, impartisce agli strumenti un timbro unico e praticamente indescrivibile che sembra capace di toccare le corde più viscerali dell’emozione.
Secondo Jeff Elliott e Cindy Burton – due dei primi liutai a usare questo legno per fare chitarre – “C’è tanta differenza tra l’African Blackwood e il Palissandro Brazil quanta ce n’é tra il Palissandro Brazil e quello Indiano”.


•    Dalbergia Nigra / Palissandro Brazil
Molto più denso, duro e ostico da lavorare del palissandro indiano.
E’ ricercatissimo per gli strumenti di maggior pregio in virtù del suo “tap tone” cristallino e della conseguente limpidezza sui registri alti, unita al tipico calore comune a tutti i palissandri nei registri gravi e a un'ottima focalizzazione e separazione delle note.
Grandissima variabilità di colori e venature. Si va dal “rigatino” marrone scuro venato di nero a marroni chiari con sfumature di rosa e di verde. Piacevolissimo il profumo marcatamente rosaceo con note di vaniglia o altre orchidee.
Attualmente è una specie protetta inserita nelle liste CITES.
Richiede esperienza sia per la difficoltà nel piegarlo sia perché ci sono quasi sempre fori di insetti da chiudere e mascherare.
Tende a spaccarsi facilmente, dunque è bene fare grande attenzione all’umidità prima di procedere all’incollaggio delle catene.


•    Dalbergia Retusa / Cocobolo
Più denso e pesante del Palissandro Brazil, ne è un ottimo sostituto per le caratteristiche timbriche molto simili. Tuttavia è particolarmente oleoso e richiede grande attenzione negli incollaggi.
Diffuso sulle coste del pacifico dal sud del messico a buona parte dell’America meridionale.
E’ un legno veramente bello, appena tagliato ha colore rosso-arancio con venature più scure e piuttosto nette. Con il tempo si ossida assumendo una calda tonalità rosso-mattone con venature quasi nere.
E’ facile da rifinire, si lavora particolarmente bene con le rasiere e prende una bellissima lucidatura.
E’ costoso e molto ricercato per strumenti di altissimo pregio. Purtroppo sta divenendo via via più raro.
E' la scelta di elezione di alcuni prestigiosi liutai (tra cui Jose Oribe) per gli strumenti di maggior pregio.

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Ciro "Nyagatwa" Marzio



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Ultima modifica di African-Blackwood il Mer 12 Mar, 2008 23:48, modificato 4 volte in totale

 
Da Guido512Sesso: Uomo Inviato: Gio 13 Mar, 2008 05:53 #2
 
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Sei il solito esagerato, addirittura 6 tipi di palissandro.
Io ne ho un solo tipo e neanche molto largo, come una scatola da scarpe.
come faccio a sapere quale dei sei è? vedi foto
 270palissandro5rr
Non faccio strumenti musicali in legno, ho fatto solo campanelli musicali elettronici e sirene per pompieri.
Dove trovo gli altri 5 tipi? (a poco o free?)
Grazie Guido
 
Da African-BlackwoodSesso: Uomo Inviato: Ven 14 Mar, 2008 16:58 #3
 
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Guido512 ha scritto: 
Sei il solito esagerato, addirittura 6 tipi di palissandro.
Io ne ho un solo tipo e neanche molto largo, come una scatola da scarpe.
come faccio a sapere quale dei sei è? vedi foto
 270palissandro5rr
Non faccio strumenti musicali in legno, ho fatto solo campanelli musicali elettronici e sirene per pompieri.
Dove trovo gli altri 5 tipi? (a poco o free?)
Grazie Guido


Dall'aspetto potrebbe essere indiano o brasiliano.
Hanno odore parecchio diverso, puoi distinguere da quello.

Quanto alla reperibilità i palissandri sono sempre problematici.
A poco o free????

reflexion-95384

la vedo dura....

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Da mimmoSesso: Uomo Inviato: Mar 08 Apr, 2008 22:59 #4
 
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Beh, non c'è che dire: appena arrivato e mi trovo già con un articolo interessantissimo.
A presto.
 
Da maninoSesso: Uomo Inviato: Sab 23 Ago, 2008 19:22 #5
 
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Purtroppo in Italia pochi fornitori di legno sono onesti,o meglio pochi conoscono veramente le essenze pregiate,uno mi voleva vendere del santos spacciandolo per brasil,un altro invece faceva continua confusione tra santos e indiano.
Comunque chi ha del rio oggi è solo fortunato ed è meglio che se lo tenga ben stretto.
 
Da amedeoSesso: Uomo Inviato: Ven 29 Ago, 2008 16:39 #6
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manino ha scritto: 

Comunque chi ha del rio oggi è solo fortunato ed è meglio che se lo tenga ben stretto.

Un po' come avere le azioni di una buona società, insomma.

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Da maninoSesso: Uomo Inviato: Dom 14 Set, 2008 01:53 #7
 
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Ragazzi ho beccato un fornitore che ha (forse) del palissandro madagascar e del Rio,dunque io non sono molto ferrato su questi due palissandri,quindi vi chiedo aiuto per vedere se realmente sono quelli,visto che nemmeno lui è sicuro,in quanto glie lo hanno venduto per quelle specie li:

http://i34.tinypic.com/oi65he.jpg
 
Da African-BlackwoodSesso: Uomo Inviato: Mar 28 Ott, 2008 11:08 #8
 
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Potrebbero essere, ma non ci giurerei, dalle foto ci prendo poco.
Comunque bruttini entrambi, se devo dire la mia..  

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Ciro "Nyagatwa" Marzio



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