Anatomia delle Shoulders (1) - Clifton 3110

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Shoulder Clifton 3110
Info generali

  • Autori : Edoardo

  • Data : 16/03/2008

  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    • Clifton 3110


Introduzione

Nel campo dei produttori di pialle di medio/alto livello, grande diffusione hanno i marchi Veritas e LieNielsen.

La produzione Veritas è più orientata all'innovazione tecnologica in un campo in cui, forse, non è stato detto ancora l'ultima parola, anche se sembrava che nulla potesse essere inventato dopo i mostri sacri quali Record e Stanley.

La produzione LieNielsen è più tradizionalista, nel senso che è incentrata anche nel rifacimento/reinterpretazione ( con gli ovvi miglioramenti nel campo metallurgico ed ingegneristico ) della produzione delle case produttrici del passato, quali Record e Stanley.

Su quest'ultimo filone si colloca la Clifton, casa produttrice artigianale sita in Inghilterra nella cittadina di Sheffield (famosissima per i suoi acciai).

La produzione di questa ditta (la cui manifattura e distribuzione viene curata dalla Clico Tooling Ltd. ) si basa su attrezzi che hanno nel loro DNA la passata produzione della famosa Record, specialmente in relazione alle famosissime Shoulder, molte delle quali a loro volta eredi del bagaglio Preston.


Della corrente produzione Clifton, la shoulder plane 3110

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è l'oggetto di questo test.


Descrizione

La Clifton 3110 è una riedizione molto fedele della famosa Record 311:

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a sua volta erede, come ho accennato, delle mitiche Shoulder della Preston:

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La Clifton 3110 è caratterizzata (come la sua progenitrice Record 311) dal fatto di poter essere utilizzata in tre configurazioni diverse (infatti, non a caso, viene chiamata "tre in uno").


Le diverse configurazioni


  1. Configurazione Shoulder (è stata montata la parte anteriore di tipo lungo)

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    • Lunghezza totale suola: 151,5 mm (dichiarati 6" = 152,4 mm.).
    • Peso: 880 gr (dichiarati 2lb = circa 900gr.).


    In questa prima configurazione possono essere montati gli spacers aggiuntivi, fra corpo pialla e parte anteriore (nessuno, il primo, il secondo, tutti e due, potendo scegliere così tra quattro ampiezze diverse) per variare la larghezza della bocca della pialla.



  2. Configurazione Bullnose (è stata montata la parte anteriore di tipo corto)

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    • Lunghezza totale suola: 97mm.
    • Peso: 638 gr.


    Anche in questa seconda configurazione possono essere montati gli spacers aggiuntivi, fra corpo pialla e parte anteriore (nessuno, il primo, il secondo, tutti e due, potendo scegliere così tra quattro ampiezze diverse) per variare la larghezza della bocca della pialla.



  3. Configurazione Chisel (la parte anteriore non è stata montata affatto)

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    • Lunghezza totale suola: 87 mm.
    • Peso: 556 gr.




In tutti e tre casi la pialla, la cui suola risulta essere larga 27,91 mm. (dichiarati 1-1/8" = 28,57mm.), lavora ovviamente con una configurazione della lama di tipo "bevel-up".
L'angolo di seduta dichiarato della lama è pari a 18° per cui, avendo la lama un bevel tradizionale a 25°, l'angolo di piallatura sarebbe pari a 43°.

Poichè in fase di affilatura verrà aggiunto il microbevel (un altro paio di gradi), alla fine l'angolo di piallatura effettivo sarà pari a circa 45°.


Nel caso si sia scelta una delle prime due configurazioni (shoulder/bullnose), sarebbe consigliabile appoggiare, nel corso del montaggio del musetto, la suola della pialla su una lastra di vetro abbastanza spessa ( almeno 1 cm. ), in modo da assicurare la continuità della planarità tra corpo pialla e musetto aggiuntivo (fidarsi delle tolleranze di lavorazione negli accoppiamenti meccanici va bene, ma è meglio ancora fidarsi di una lastra di vetro perfettamente piana, che specie per spessori elevati risulta avere tolleranze sulla planarità bassissime, sicuramente di grado molto inferiore alle tolleranze di lavorazione che si possono ottenere sull' accoppiamento meccanico "corpo pialla" - "musetto anteriore").


Apriamo la scatola

La pialla arriva in un piccolo e spartano scatolo di cartone, di grandezza appena sufficiente a contenerla

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col coperchio di un elegante colore "Royal Blue" su cui risulta inciso l'esploso della stessa.

Una volta aperto lo scatolo, appare la pialla ( già montata in configurazione shoulder ) avvolta in carta oleata, il musetto aggiuntivo per l'uso come bullnose, e i due spaziatori (di diverso spessore), che possono essere montati fra corpo pialla e una delle due parti anteriori, ed utilizzati per variare l'apertura della bocca.

Niente foglietto di istruzioni, garanzia o quant'altro (peccato veramente veniale, ma comunque per un oggetto di tale levatura, fattura e costo, forse qualcosa ci si sarebbe aspettato).

Tutto ciò denota chiaramente la provenienza artigianale del prodotto, anche se si tratta di artigianato di livello molto alto.


Impressioni costruttive

Tirata fuori la pialla dalla carta oleata protettiva

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( peraltro il metallo stesso appare uniformemente cosparso di un leggero velo di olio minerale, appositamente messo come ulteriore protezione da eventuale ossidazione ), ed impugnatala, si nota subito la pesantezza, la piacevole sensazione di solidità, la compattezza e la sensazione di totale controllo che viene trasmessa all'utilizzatore dall'attrezzo, l'ottima e spessa cromatura delle parti, e lo spessore della lama.

La costruzione risulta essere in generale di buon livello, con la fresatura di precisione della sede della lama sul corpo pialla, smacchinato di precisione, la perfetta perpendicolarità dei due fianchi rispetto alla suola

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a sua volta dotata di ottima planarità, e le parti opzionali (musetti anteriori e spaziatori) che si accoppiano senza problemi con il corpo principale (ciò denota cura costruttiva molto elevata con tolleranze di lavorazione molto strette, indice di artigianato di qualità).

Relativamente alle parti non cromate, si nota l'assenza del classico japanning

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presente ad esempio sulle shoulder della Veritas, e l'aspetto alquanto grezzo della fusione (alcune parti sembrano essere soltanto brutalmente molate, apparendo scarsamente rifinite, in maniera forse non adeguata al costo dell'attrezzo ).
Questo, intendiamoci, non inficia assolutamente le prestazioni della pialla, ma ci si sarebbe aspettati una rifinitura più accurata delle parti, anche se in un prodotto artigianale e di nicchia come questo.


Qui potete vedere tutti i pezzi componenti la pialla:

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  1. Vite di bloccaggio parte anteriore
  2. Parte anteriore lunga (per la configurazione shoulder)
  3. Parte anteriore corta (per la configurazione bullnose)
  4. Spacer N°. 1 (spessore 1/64 "/ circa 0.4 mm.)
  5. Spacer N°. 2 (spessore 1/32 "/ circa 0.8 mm.)
  6. Corpo pialla
  7. Lever Cap
  8. Vite di serraggio Lever Cap / lama
  9. Vite di regolazione profondità lama
  10. Lama



Relativamente al serraggio della lama (10) tramite la vite (8) di bloccaggio del lever cap (7), è da ricordare di non effettuarlo in maniera esasperata, pena deformazione, come daltronde per tutte le shoulder, della parte della suola, appartenente al corpo pialla principale

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in corrispondenza della bocca.


La lama

La lama presenta una durezza di circa 60 RC (dato dichiarato disponibile in rete), il che assicura una buona durata ed un ottima riaffilabilità, risulta essere spessa 3 mm., con una lunghezza utile di circa 22 mm. ed una larghezza al tagliente di 28,11 mm. ( dichiarati 1-1/8" = 28,57mm. ), ed è fabbricata in acciaio al carbonio O1 per utensili.

Essa appare essere già preaffilata di fabbrica, con un bevel primario di circa 25° e uno secondario a circa 30.

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Lama con affilatura di fabbrica - Lato superiore


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Lama con affilatura di fabbrica - Dorso



Non ci si lasci però trarre in inganno da ciò, dato che dovrà essere riaffilata per bene per ottenere da essa e dal suo acciaio Sheffield le migliori prestazioni, mantenendo gli stessi angoli di affilatura.

Intendiamoci, anche con l'affilatura di fabbrica la pialla funziona, ma le migliori prestazioni saranno ovviamente ottenute affilando a dovere la lama.



  • L'affilatura
    Passando all'affilatura della lama, ho riscontrato che il dorso della sua parte utile si presentava, almeno nell'esemplare di lama in mio possesso, bombato al centro.

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    In rosso la zona del dorso dove si presentava la bombatura



    Quindi, il primo lavoro è stato la spianatura del dorso: DMT nera, blu, rossa, verde, sintetica 3000, sintetica 6000, pasta abrasiva.

    Il bevel primario risultava essere pari a circa 24° per cui, impostando la guida Veritas MK2 a 25°, sono dovuto in pratica partire da zero e rifare il bevel primario (le pietre usate sono state DMT nera, blu, rossa, verde, sintetica 3000, 6000, e poi pasta abrasiva).
    Ovviamente 1° non è molto (poco materiale da togliere), ma comunque si viene costretti al passaggio completo su tutta la serie di pietre, se si vuol ottenere un risultato accettabile.

    Son quindi passato a creare il bevel secondario, a circa 27° (impostando il nottolino della MK2 a ore 6).
    Una decina di passate solo sulla 6000, portando così l'angolo di piallatura effettivo a circa 45°.

    Alla fine pasta abrasiva, sia sul dorso che sul bevel.

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    Lama dopo l'affilatura - Lato superiore



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    Lama dopo l'affilatura - Dorso


    Lavaggio in solvente nitro e leggera oliatura con olio per armi.

    L'acciaio Sheffield della lama è risultato ben lavorabile, ma comunque aspettatevi per tutto stò lavoro non meno di 7/8 ore (compresa una spianatura delle sintetiche con la DMT blu, lavaggio ed asciugatura delle DMT prima di riporle, prova "pelo" sul braccio ogni tanto, qualche sigaretta e qualche caffè di "spacco", insomma "all-inclusive" ).



    Ricordo che, come per tutte le shoulder, gli spigoli (identificati nella foto dalle frecce rosse)

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    non vanno assolutamente arrotondati, come si fa normalmente per le bench.

    Infatti le shoulder vengono usate per fare battute, tenoni etc. etc., dove serve che gli spigoli della lama siano non arrotondati, ma a 90° perfetti.


  • Il sistema di regolazione
    Relativamente al sistema di regolazione della lama, come per la sua antenata Record non sono possibili regolazioni laterali della stessa.
    La regolazione laterale va quindi fatta, in questo caso, "ad oculum".

    La regolazione della protusione della lama dalla suola è invece ampia e funzionale, se si trascura il gioco del meccanismo che impegna il foro nella lama

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    come del resto per tutte le antenate Record.





Una piccola prova

Per fare una piccola prova, ho effettuato una battuta traverso vena su un listello di mogano, usando la pialla in configurazione shoulder.
Questa lavorazione è tipica di quando si debbano fare tenoni, impiego in cui le shoulder eccellono.

Pochissimo tempo e la battuta è fatta:

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La superficie piallata appare liscia, netta, senza strappi.



Note Finali

Questa è senz'altro una pialla molto valida, senza dubbio un buon attrezzo, a tutto diritto erede delle pialle Record.
Inoltre, il fatto di poter essere montata in tre configurazioni diverse ne fa un attrezzo molto versatile, che ricopre tre situazioni di impiego differenti, laddove per altre marche bisogna acquistare almeno due pialle per ricoprire le stesse esigenze.
E gli appassionati di pialle Record hanno l'opportunità di acquistare, in pratica, una Record 311 nuova di fabbrica.

Tuttavia c'è da dire che, per via di alcune ingenuità/trascuratezze nella fabbricazione ( scarsa rifinitura nelle parti non cromate/nichelate, dorso della lama non perfettamente spianato, senza dubbio peccati veniali, ma dato il costo ....... ), il rapporto qualità/prezzo ne viene abbassato.

Rimane comunque, senza dubbio, un bell'attrezzo di alto artigianato, col fascino delle cose andate, col profumo e la nostalgia dei bei tempi che furono.

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Dove reperirla


La Clifton 3110 attualmente non è reperibile in Italia, ma solo all'estero, anche se piuttosto agevolmente.


Workshop Heaven - Fine Tools - Prezzo: 156£ (*) Incl. VAT ( Circa 203 Euro )

OldTools - Prezzo: 149£ Incl. VAT ( Circa 193 Euro )

Dieter Schmid - Fine Tools - Prezzo: 265 Euro

Dick - Articolo 703038 - Prezzo: 303,45 Euro Incl. VAT


Ricordiamo che i prezzi riportati in questa recensione sono puramente indicativi, e corrispondono a quelli vigenti al momento della stesura della stessa.


Nota: la recensione è stata eseguita con una pialla nuova, acquistata e di proprietà dell'autore.



(*) Per importi superiori alle 100£ (incl. VAT), le spese postali per l'Unione Europea sono a carico di Workshop Heaven.


by ArcaDiLegno - 2008


Edoardo - Lun 17 Mar, 2008 15:31 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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