Qiangsheng Low Angle Rebating Block Plane - I

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Qiangsheng Low Angle Rebating Block Plane - Parte I - La Tecnica
Info generali

  • Autori :



  • Data : 22/01/2010


  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    Gli attrezzi oggetto del test

    • Qiangsheng Low Angle Rebating Block Plane



    Le attrezzature impiegate

    • Calibro Palmer (Micrometro) centesimale per esterni:
      Borletti MEL 1W - 0:25 mm. +/- 0.01 mm. - 20°C

    • Calibro centesimale a quadrante:
      Starrett 1201M-150 - 0:150 mm. - +/- 0.01mm.

    • Riga di precisione Starrett C635-150 mm. +/- 0.5 mm.

    • Riga di precisione Starrett C635-300 mm. +/- 0.5 mm.

    • Comparatore a riga Starrett 385/12 - 300 mm.

    • Squadra di controllo Starrett 3020/3 - 75x50 mm.

    • Bilancia digitale 0:5Kg. +/- 1gr.




Introduzione

Una nuova casa produttrice, questa volta cinese, la Qiangsheng, si è da poco affacciata sul mercato degli utensili manuali.

La sua produzione, nel campo delle pialle manuali, spazia dalle smoother, alle bench, alle block.
Queste risultano essere copie abbastanza fedeli, ed in certo qual modo migliorate, di pialle che sono state pietre miliari del passato, come per esempio le bench e block Stanley, e la Sargent 507.
Anche altre case, quali la Lie-Nielsen, hanno a catalogo tali tipologie di pialle.

Ed è proprio della "reinterpretazione " data dalla Qiangsheng

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La nuova Rebate plane della Qiangsheng ...


alla Sargent 507 che intendiamo parlare in questa recensione.


Come la Sargent 507, questa pialla combina le caratteristiche di una block plane low angle, di una rabbet plane e di una shoulder plane.
Infatti è un attrezzo alquanto specializzato, adatto per rifinire battute lungo/traverso vena oppure tenoni, e copre una superficie di lavoro alquanto più estesa di una normale shoulder.

Rispetto alla sua antenata, si nota l'introduzione del bronzo/ottone relativamente a particolari quali lever cap o pomelli, dell'acciao T10 per la lama, e dell'acciaio ad alto tenore di cromo in luogo della più tradizionale ghisa per la fusione del corpo pialla.


La Tecnica


Confezione e imballaggio

La pialla perviene, posta all'interno di una busta di plastica trasparente unta di olio minerale, in un contenitore di legno abbastanza robusto, con coperchio scorrevole, con l'interno foderato di materiale plastico spugnoso in modo da proteggerla durante il trasporto.

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A protezione dello scatolo di legno un imballo di cartone bianco.

Non risultano essere presenti nè manuale illustrativo nè qualsivoglia certificato di garanzia.

La lama appare essere già montata.


Caratteristiche tecniche


  • Le misure di ingombro

    Le misure di ingombro rilevate sull'esemplare in nostro possesso sono state le seguenti:

    • Lunghezza della suola: 158,0 mm. +/- 0,5 mm.
    • Larghezza della suola: 44.50 mm. +/- 0,01 mm.
    • Peso : 774 gr. +/- 1 gr.



  • I Componenti

    Smontata la pialla, essa appare ben ingegnerizzata, e costituita da pochi pezzi fabbricati con materiali di qualità.

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    I componenti della pialla ...



    1. Pomello zigrinato anteriore

    2. Rondella pomello

    3. Corpo Pialla

    4. Vite Lever Cap / Corpo Pialla

    5. Lama

    6. Pomello zigrinato di regolazione della lama

    7. Pomello zigrinato di bloccaggio del Lever Cap

    8. Lever Cap



    Già nell'effettuare lo smontaggio dell'attrezzo, si è subito colpiti dalla senzazione di rassicurante solidità che si ha nel maneggiare i singoli componenti, il che deriva senza dubbio dagli spessori generosi dei metalli impiegati nella loro fabbricazione.



  • Il Corpo Pialla

    Il corpo pialla

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    appare essere solido e massiccio, ben costruito, col japanning nero ben applicato ma a nostro avviso un pò delicato (alcuni punti di metallo scoperti nelle zone soggette a maggior sfregamento).
    Probabilmente la vernice adoperata non è di tipo bicomponente o a polveri, ma semplice vernice nitro.

    Al posto della più utilizzata ghisa sferoidale, qui appare essere stato impiegato dell'acciaio a basso tenore di carbonio per la fusione del corpo.

    La composizione della lega ( da informazioni prese in rete su Matthew's Blog at Workshop Heaven ) risulta essere la seguente:


    • C%: 0.41
    • Mn%: 0.741
    • Si%: 0,233
    • Cr%: 0,951


    Come si può notare, essa è ad alto tenore di cromo, fatto che ci assicura anche una ragionevole protezione contro l'ossidazione e la corrosione.

    La fusione appare essere, ad un primo sommario esame, quasi priva di difetti, con le parti non ricoperte dal japanning ottimamente fresate e rifinite.


    L'alloggiamento e la parte della seduta della lama

    Degne di nota sia l'ampia fresatura anteriore di alloggiamento della lama

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    ... la parte anteriore del corpo pialla ...


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    ... la parte fresata relativa all'alloggiamento della lama ...


    sia quella posteriore

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    ... la parte posteriore del corpo pialla ...


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    ... la parte fresata relativa all'appoggio posteriore della lama ...


    A nostro avviso, questa è un'ottima scelta progettuale, poichè un'estesa superficie di contatto tra lama e corpo pialla tenderà a minimizzare ed a smorzare le microrisonanze della lama e del sistema lama-pialla, che generano il fenomeno del "chattering".

    E' da dire che tali soluzioni progettuali trovano riscontro, in genere, su attrezzi di ben altra fascia economica.


    (P.s.: I piccoli "flash" neri che si intravvedono nelle foto della seduta sono in pratica piccoli difetti di verniciatura dovuti all'applicazione del japanning, e sono praticamente ininfluenti dal punto di vista del funzionamento della pialla)


    La parte anteriore

    La soletta della pialla appare essere fissa, e di conseguenza anche la larghezza della bocca.


    Effettuato un controllo con la squadretta di precisione

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    ... controllando lo squadro della bocca con i fianchi ...


    la bocca (ampiezza 3,30 mm. +/- 0.01 mm. dx, 3,20 mm. +/- 0.01 mm. sx) è risultata essere ben a squadra con i fianchi.


    I fianchi

    La lavorazione dei fianchi di questa pialla è davvero degna di nota

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    e gli stessi sono sufficientemente a squadra con la suola.

    La finitura satinata del metallo nudo è risultata davvero di ottima fattura, con le parti fresate ottimamente rifinite.


    La suola

    La finitura di fabbrica della suola risultava essere di fattura invero ottima, ben liscia e ben rifinita, con una satinatura davvero impeccabile.


    Purtroppo, dopo aver montato e serrato la lama, controllando la suola mediante l'uso del comparatore a riga questa è risultata essere concava.

    Infatti, passando il marker permanente sulla stessa, ed effettuando qualche passaggio sulla carta abrasiva 100 grit

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    ... la suola risulta essere concava ...


    come si può notare la concavità interessava la zona posteriore della bocca, cosa abbastanza grave, che rendeva la pialla, in pratica, inutilizzabile.

    Siamo quindi passati a spianare adeguatamente la suola (la procedura seguita è la stessa di quella descritta nella recensione Stanley 60 1/2 New - II - Il Tuning), ed in un paio d'ore, dopo aver alla fine passato un protettivo antiossidazione, si è ottenuta una superficie

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    ... la suola dopo la spianatura ...


    sufficientemente rifinita, abbastanza liscia e scorrevole

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    e soprattutto piana.


    Infatti ulteriore prova di ciò è data da un accenno di "effetto ventosa" che la pialla ora esibisce quando si appoggia con la suola sulla lastra di vetro.

    Rispetto alla Stanley 60 1/2, la fusione qui è apparsa essere molto più lavorabile, la lega d'acciaio utilizzata è risultata essere più "morbida" della ghisa utilizzata sulla Stanley (i fogli di abrasiva da 100 consumati sono stati circa la metà).



  • Il lever cap

    Costruzione

    Il lever cap, fabbricato in lega di ottone/bronzo

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    ... il lever cap con il grande pomello di bloccaggio della lama ...


    si presenta davvero solido e ben costruito, con il grande pomello godronato di bloccaggio della lama, e con la parte a contatto con il palmo della mano

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    ... la parte superiore del lever cap ...


    lucidata a specchio.

    Tale finitura è molto bella a vedersi, ma nel contempo risulta essere molto delicata in quanto soggetta facilmente a prendere col tempo una certa patina di ossidazione (tale patina daltronde è facilmente eliminabile adoperando allo scopo i normali prodotti per la pulizia dell'ottone che si trovano in commercio, quali il Sidol, oppure anche la pasta levagraffi, come la crema Iosso, passata con un batuffolo di cotone idrofilo).

    La fusione appare essere molto simile a quella del lever cap della Lie Nielsen 140, risultando essere però meno grezza di quella della pialla americana

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    ... a sinistra il lever cap della Qiangsheng, a destra quello della LN 140 ...


    mentre la parte a contatto con la lama risulta essere spianata e rifinita in modo non sufficiente

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    come pure le parti lucidate laterali e la parte lucidata superiore nella zona anteriore

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    la parte anteriore del lever cap ( a sinistra )
    confrontato con quella della LN140 ( a destra )



    Dopo aver controllato col comparatore a riga la parte inferiore del lever cap a contatto con la lama, questa purtroppo è risultata essere leggermente convessa nel senso della larghezza, e quindi la pressione a lever cap serrato veniva esercitata soltanto sulla parte della mezzeria della lama.

    Un rapido e semplice tuning ha avuto ragione anche di ciò.


    Il tuning del lever cap

    Abbiamo utilizzato in successione


    • Carta abrasiva 400 grit
    • Carta abrasiva 600 grit
    • Carta abrasiva 1000 grit


    con l'ausilio della fidata lastra di vetro.

    Essendo la lega di ottone ben lavorabile, pochi minuti sono bastati affinchè il tuning fosse completo

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    ... la parte del lever cap a contatto con la lama dopo il tuning ...


    Approfittando della carta da 1000 grit incollata sulla lastra di vetro, si è provveduto anche a dare una sistemata alla parte bombata anteriore, che era non proprio rifinita a dovere (segni evidenti di satinatura, non proprio grossolani, ma visibili ).


    Siamo passati poi alla 2400 grit ed infine alla crema Iosso passata con un batuffolo di cotone idrofilo

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    ... la parte antero superiore del lever cap dopo il tuning ...



    Lo stesso trattamento è stato poi riservato ai bordi laterali

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    ... i bordi laterali del lever cap dopo il tuning ...


    utilizzando, questa volta, le carte abrasive a mano libera.


    Comunque ribadiamo che l'intervento importante era sulla convessità trasversale, gli altri due ... sono venuti di conseguenza ( ci son voluti davvero pochi minuti di lavoro ).


    Degno di nota poi il movimento molto fluido della rotella di bloccaggio del lever cap, indice di un'accurata lavorazione.

    Per rendere il movimento ancora più morbido, basterà smontare la rotella dal lever cap, mettere sull'estremita del suo perno filettato un poco di vaselina filante tecnica (davvero molto poco, la punta di un cacciavite), e riavvitarla al lever cap fino in fondo; ciò farà si che il grasso, compresso in fondo al foro, risalga lungo il perno filettato, andando a lubrificare perfettamente tutta la filettatura.


    Bloccaggio della lama

    Una piccola nota riguardante il lever cap: attenzione a quando si blocca la lama.

    Serrarla esageratamente tramite la rotella, se da un lato non porta alcun beneficio nella sua "fermezza", dall'altro porta ad una deformazione della suola, data la conformazione della pialla.

    La pressione ideale è quella fornita quando si serra la lama con una rotazione di un altro 1/2 giro della rotella oltre la posizione di inizio serraggio.



  • La Lama

    La pialla ci è pervenuta con la massiccia lama già montata.

    Essa viene fornita in acciaio T10

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    ... la lama in dotazione (dopo averle fornito anche il bevel a 30°) ...


    di durezza Rockwell dichiarata pari a RC60-63, ed il dorso appare sufficientemente spianato, in pratica soltanto da lucidare.

    Di tutto rispetto poi lo spessore, pari a 3,32 mm., costante per tutta la larghezza, il che ci ha francamente stupito, poichè lame di siffatta fattura equipaggiano pialle di ben altro costo, e questa è una pialla relativamente economica.


    L'acciaio T10

    L'acciao T10 impiegato nella fabbricazione della lama risulta essere l'equivalente cinese dell'acciaio W1, e quindi un acciaio per utensili con un tenore di carbonio variante dallo 0,7 all' 1,3% a seconda della lega.

    La tempra, essendo fatta in acqua, risulta essere fortemente dipendente dalla durezza dell'acqua stessa.
    Un'acqua con durezza molto elevata tenderà ad infragilire l'acciaio, mentre al contrario con un'acqua più morbida.
    Purtroppo non si hanno informazioni sulla durezza dell'acqua adoperata nel procedimento di tempra, per cui solo il tempo potrà dire la sua.


    La larghezza della lama

    In una pialla appartenente a questa tipologia, la lama dovrebbe essere leggermente più larga della suola, mentre stranamente la lama pervenutaci è di larghezza leggermente inferiore (larghezza al tagliente: 44.15 mm. +/- 0.01 mm. contro una larghezza della bocca pari a 44.50 mm. +/- 0.01 mm.).

    E qui purtroppo non c'è soluzione, a parte quella di fresare di circa 0,30 mm. ogni fianco della pialla, oppure togliere tale ammontare mediante scary sharp o levigatrici a disco.

    Francamente però sconsigliamo di asportare tale quantità di materiale, data la conformazione della pialla abbastanza delicata nella parte superiore dei fianchi, e si correrebbe il rischio di indebolire la struttura proprio in quel punto.


    Possiamo suggerire però la seguente procedura, assolutamente non invasiva, per ovviare a ciò.

    Poichè questa tipologia di pialla viene usata tipicamente per rifinire per esempio battute oppure tenoni, quindi il lato interessato sarà o il destro o il sinistro, basta usare il solito spessore di carta ( per esempio dei post-it ) sotto la pialla coricata su una lastra di vetro, che fornisce una superficie piana, dal lato che si intende sfruttare ( e badando a non far capitare il post-it nella parte interessata al bordo della lama).

    Ad esempio, se ci interessa lavorare sfruttando il lato "destro" dell'attrezzo:

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    ... allineamento della lama ...


    Lo spessore del post-it è in genere sufficiente per far sporgere la lama di lato di quel tanto che basta.
    Se dovesse sporgere troppo, useremo carta più sottile, o più doppia se dovesse sporgere troppo poco.

    Questa procedura daltronde è, in genere, di comune implementazione per questa tipologia di pialle.

    Se si dovesse cambiare senso di piallatura, si ripete la procedura dall'altro lato (e ci vuole davvero qualche secondo).


    Ribadiamo che questo è un difetto piuttosto grave, indice di un controllo qualità alquanto "allegro", ma c'è anche da tener presente che questa è una pialla economica ( detto in questo caso assolutamente non in maniera dispregiativa, anzi .... ), e lontana anni luce ( in meglio ) dalle pari prezzo che si trovano oggi sul mercato del nuovo, anche di marche che hanno fatto la storia degli attrezzi manuali.

    E' chiaro che alcuni compromessi ci siano ma, con un piccolo tuning e qualche artificio (in genere adottato anche nel settaggio di pialle di ben altra levatura e costo), diventano alla fine abbastanza accettabili.


    L'angolo di seduta della lama

    Una rapida controllata

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    ... l'angolo di seduta della lama ...


    ha confermato che l'angolo di seduta reale coincide in pratica con quanto dichiarato dal costruttore.



    Ricapitolando ...

    Ricapitolando, avremo:

    • Spessore lama : 3,32 mm. +/- 0,01 mm.
    • Larghezza lama : 44.15 mm. +/- 0,01 mm.
    • Lunghezza lama : 110,5 mm. +/- 0,5 mm.

    • Angolo di seduta della lama : 11,9° +/- 0,1°



    La geometria originale della lama

    La geometria della lama qui è del tutto tradizionale, possedendo la stessa un bevel principale preimpostato di fabbrica a 25°, ed un angolo di seduta pari a circa 12°.

    Ciò porta ad avere un angolo di taglio

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    pari a 37°, tipico per una pialla low angle come questa.


    La nuova geometria della lama

    Date le precedenti considerazioni sull'acciaio impiegato nella costruzione della lama e sul procedimento di tempra utilizzato, abbiamo pensato di dare alla lama un bevel principale pari a 30° il che, oltre ad irrobustire maggiormente il tagliente, ci garantisce anche in maggior misura da eventuali microfratture che potrebbero affliggere lo stesso.

    Non abbiamo modificato tutto il bevel, ma soltanto circa la metà, pervenendo ad una geometria a "doppio bevel", o "relief bevel".

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    Il primo bevel, il cosiddetto "relief bevel", pari a 25°, è quello originale di fabbrica, mentre il nuovo bevel principale, a 30°, è quello da noi aggiunto.

    Questo fa si che, in fase di affilatura, il materiale da asportare sia minore.


    Abbiamo comunque provveduto a dare alla lama, in aggiunta, anche un tradizionale microbevel di 2°.


    La nuova geometria di taglio

    L'angolo di bevel principale della lama così modificata, pari a 30° (32°), in unione con l'angolo di seduta della stessa, pari a 12°, porterà l'angolo di taglio effettivo ad un valore di 42° (44°), che è da considerarsi universale.


    Procedimento di montaggio/smontaggio

    Essendo la lama più larga della larghezza interna del corpo pialla, la procedura di montaggio/smontaggio è qui diversa dal solito, ed assomiglia per certi versi a quella utilizzata in alcune shoulder.

    Dopo aver tolto il lever cap e la relativa vite di bloccaggio dal corpo pialla, basta ruotare la lama sia in maniera trasversale che longitudinale, ed inserirla/estrarla in tutta facilità, badando però nel contempo a non urtarne il filo sulla pialla per non rovinarlo.


    Qui di seguito la sequenza di inserimento ( per l'estrazione basta eseguire al contrario i passi ).

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  • Il dispositivo di regolazione della lama

    Il dispositivo di regolazione della lama permette soltanto di settare l'entità della protusione della lama dalla suola.


    La tipologia

    E' di tipo abbastanza semplice, ed è in pratica costituito da un pomello godronato in ottone avvitato su un perno filettato in bronzo.

    Sul pomello è ricavato un anello sporgente (indicato dalla freccia)

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    ... il dispositivo che regola la protusione della lama ...


    che va ad impegnare l'asola presente nella parte posteriore della lama.

    Avvitando il pomello, si spinge la lama in avanti e viceversa.

    La regolazione è abbastanza fluida e molto efficace: infatti si perviene rapidamente alla posizione di lavoro.


    Attenzione al leggero ritorno indietro della lama sotto l'azione di piallatura, nel caso si sia per qualche ragione fatta arretrare la lama in fase di regolazione.

    In tal caso basta ruotare in senso orario, di circa mezzo giro, il pomello di regolazione per annullare anche la più piccola propensione a tale fenomeno.

    La lama inoltre, dato che non ci sono grani laterali di settaggio come per le pialle Veritas, ed essendo l'asola di impegno del pomello di regolazione ricavata nella parte posteriore della stessa abbastanza larga, tende a spostarsi lateralmente sotto l'azione di regolazione.


    Aggiustamento finale della lama

    Nel caso in cui, dopo aver trovato la protusione ideale di piallatura, ci si accorgesse che il tagliente della lama non sia parallelo alla bocca, a lever cap serrato basterà assestare alla lama, nella sua parte posteriore, e dal lato in cui la lama sporge di più dalla bocca, dei colpetti piccoli, secchi e decisi mediante l'utilizzo di un martello leggero, del peso di non più di un centinaio di grammi ( l'intento è quello di spostare leggermente la lama, non distruggere lama e lever cap ... ).

    In pratica è la stessa procedura che si utilizza sulle pialle in legno.


    Se si ha adotteranno tali accorgimenti, la lama non ne risentirà minimamente, e nel contempo con un paio di tentativi si raggiungerà la posizione ottimale.




Fine Prima Parte


A breve la prova su strada ....



Note Finali Parte I

Al termine di questa prima fase di test, possiamo dire che l'attrezzo ci ha favorevolmente impressionato e, in relazione al prezzo di acquisto, francamente stupito.

E ciò per la costruzione mediante l'utilizzo di ottimi materiali, lo spessore ed il peso degli stessi, le accurate finiture delle fresature in zone particolarmente delicate ( leggi zone di alloggiamento della lama nel corpo pialla ), l'ottima ergonomicità, la presenza di una lama adeguata.

Di contro alcune pecche, alcune più lievi quali la finitura di alcuni componenti, altre più incisive quali la concavità della suola, ad altre abbastanza gravi quali la larghezza della lama insufficiente per una tale tipologia di attrezzo.
Le prime due sono state risolte tranquillamente mediante un piccolo tuning, l'ultima è stata risolta mediante un piccolo artificio nella regolazione della lama.
Ciò è senza dubbio indice di un controllo qualità, se non inesistente, quantomeno insufficiente.

Sono compromessi ovviamente dovuti al basso costo dell'attrezzo, peraltro accettabili dal momento in cui i difetti trovano risoluzione senza eccessivo dispendio di risorse.


Rimane quindi il giudizio altamente positivo sull'attrezzo, poichè i difetti sopracitati, una volta adeguatamente risolti, fanno di questa pialla un attrezzo ottimo, con cui è molto facile convivere, in pratica un vero "best buy" nella sua classe di prezzo.


Dove reperirla

La pialla è reperibile, alla data di stesura del presente articolo, presso

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Quangsheng Low Angle Rebating Block Plane - Prezzo: £49.50 ( Incl. VAT )



Presente inoltre il sito del produttore

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QsTools



Ricordiamo che i prezzi riportati in questa recensione sono puramente indicativi, e corrispondono a quelli vigenti al momento della stesura della stessa.


Nota: la recensione è stata eseguita con pialle nuove, acquistate e di proprietà degli autori

by ArcaDiLegno - 2010


Visitatore - Ven 22 Gen, 2010 08:37 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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