Scalpelli Europei A Confronto (2)

recensioniamanuensiLe Recensioni dell'Arca - L'Arte degli Amanuensi

Scalpelli europei bevel edge a confronto: Parte II
Info generali

  • Autori :



  • Data : 18/11/2009


  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    Gli attrezzi oggetto del test

    1. VALEX ORANGE LINE 1462993

    2. STANLEY DYNAGRIP 0-16-873

    3. BAHCO 425-12

    4. STUBAI 3570-13

    5. ECEF 1115-12

    6. HIRSCH FIRMER CHISEL

    7. TWO CHERRIES MIRROR POLISHED

    8. ASHLEY ILES MK2

    9. LIE-NIELSEN BEVEL EDGE SOCKET CHISEL



    album_pic




Introduzione

Per valutare le caratteristiche prestazionali degli scalpelli oggetto del test, abbiamo preso in esame 4 parametri principali:


  • Condizioni d’uso

  • Maneggevolezza

  • Versatilità

  • Capacità di taglio



Analizzeremo adesso i vari punti summenzionati:

  • Condizioni d’uso

    Si riferiscono al grado di preparazione dell’utensile tale da poter essere utilizzato subito dopo l’uso o, viceversa, richiedere una certa messa a punto.

    Alcuni scalpelli si sono dimostrati quasi perfettamente messi a punto, altri hanno richiesto un tempo non indifferente per essere utilizzabili.



  • Maneggevolezza

    Tale proprietà è stata valutata prendendo in esame i seguenti parametri:

    • Conformazione e comodità dell’impugnatura nei vari tipi di utilizzo


    • Bilanciamento dello scalpello

      album_pic



    • Ergonomia

      album_pic




  • Versatilità

    Uno scalpello può essere chiamato a svolgere diversi tipi di lavori. Il giudizio sulla versatilità è stato formulato analizzando le proprietà relative a

    • Pareggio

    • Realizzazione di incastri a coda di rondine

      album_pic

      Il Lie-Nielsen alle prese con le code di rondine. Ottima performance anche in questo caso ....



      album_pic

      Il Valex alle prese con le code di rondine. Praticamente inutilizzabile ....



    • Scalpellamento



  • Capacità di taglio

    Si riferisce alle caratteristiche prestazionali della lama ed, in definitiva, alla bontà dell’acciaio impiegato. E’ stata valutata tramite

    • Resistenza del tagliente allo scalpellamento

    • Taglio di testa




Descrizione


  • Prestazioni

    • VALEX

      album_pic


      Lo scalpello di produzione orientale si distingue per il peso superiore ed un manico decisamente troppo massiccio, dotato di un rinforzo posteriore in acciaio, tale da prevedere anche l’uso di un martello in metallo.

      Quasi impossibile da impugnare dalla lama, a causa del peso eccessivo del manico, e quindi è risultato completamente sbilanciato.

      La lama ha dei fianchi decisamente troppo alti per un bevel edge chisel, tanto da avvicinarsi piu’ ad un firmer.

      Praticamente inutilizzabile per lavori di fino, come le code di rondine, ha una lama realizzata in un acciaio di qualità decisamente scadente, in grado di perdere il filo dopo un uso limitatissimo.

      Le condizioni della lama non appena acquistato sono molto scadenti, tanto da richiedere un tempo elevato per riportare in squadra il tagliente rispetto ai fianchi.

      Anche se il prezzo è molto contenuto, la qualità complessiva dello scalpello è davvero scarsa.

      Inutile pensare di utilizzarlo per lavori di falegnameria, a meno di non voler affilare ogni due o tre minuti.



    • STANLEY

      album_pic


      Lo scalpello della Stanley si presenta dotato di un manico in plastica bicolore, piuttosto rigida al tatto, ma dalla impugnatura abbastanza comoda.

      La lama è discretamente profilata, con angoli smussi ad angolo relativamente basso, adatta sia a lavori di scalpellamento vero e proprio che di finitura.

      Il manico è leggermente sovradimensionato rispetto alla lama, ma lo scalpello è discretamente bilanciato.

      Le condizioni di uso non appena acquistato sono discrete, l’acciaio della lama meglio di quanto ci aspettassimo.

      Il prezzo è adeguato alla qualità discreta dell’utensile.



    • BAHCO

      album_pic


      E' dotato di un manico dalla foggia simile a quello degli Hirsch/Two-Cherries, ma più comodo grazie alla estremità posteriore (dotata di anello di rinforzo supplementare) dalla superficie maggiore, che consente una presa sicura quando si pareggia o si utilizza lo scalpello senza mazzuolo.

      Di contro, il livello di finitura globale è inferiore.

      La lama ha fianchi pronunciati simili a quelli degli scalpelli tedeschi, ha una resistenza del tagliente ottima, leggermente superiore, un buon bilanciamento.

      La preparazione della lama ha richiesto pochi sforzi.

      Alfine, il rapporto qualità/prezzo è risultato essere ottimo.



    • STUBAI/ECEF

      album_pic


      album_pic


      Parimenti alla coppia Hirsch/Two-Cherries, si tratta di scalpelli del tutto analoghi.

      I manici sono di dimensioni proporzionate alle lame, dall’impugnatura comoda e versatile; la presenza di sughero pressato sullo Stubai lascia un attimo perplessi per quanto riguarda la durata nel tempo ed agli urti, ma solo il tempo potrà effettivamente dare una valutazione in questo senso.

      Poco utile l’O-ring all’estremità posteriore del manico (sull’ECEF si è rotto e staccato dopo pochi minuti di uso).

      Il codolo è piuttosto sottile, come la lama, dagli smussi ottimamente angolati, tali da conferire allo scalpello un’eccellente azione nel taglio delle code di rondine; meno valida la resistenza alla leva.

      Ottimamente bilanciati, grazie al peso contenuto dei manici, hanno lame rivestite in una resistente vernice trasparente e la preparazione del dorso e del tagliente richiede pochissimo tempo.

      Dotati di eccellente rapporto qualità/prezzo, probabilmente il migliore tra tutti gli scalpelli testati, anche grazie alla qualità ottima dell’acciaio HSS con cui sono realizzati.



    • HIRSCH/TWO-CHERRIES

      album_pic


      album_pic


      Gli scalpelli in prova sono sostanzialmente identici; belli i manici in legno, dal design tradizionale e dall’impugnatura comoda; la forma arrotondata in sezione dei manici li rende leggermente propensi a rotolare, con il rischio di caduta dal piano di lavoro.

      Ben bilanciati e molto maneggevoli, sono dotati di una lama di buona qualità, in grado di affrontare con disinvoltura i diversi lavori cui sono chiamati, con una buona resistenza del tagliente.

      Il profilo in sezione della lama presenta fianchi un po’ troppo pronunciati ed alti, che li rendono degli scalpelli validi soprattutto per lavori di scalpellamento, un po’ meno per lavori di finitura o taglio di code di rondine.

      Entrambe le lame sono ricoperte di una spessa vernice protettiva e lucidate; la preparazione della lama ha richiesto un tempo non indifferente.

      Buona la finitura globale ed il prezzo, che è ottimo considerando la qualità complessiva degli utensili.



    • ASHLEY ILES

      album_pic


      Scalpello dal design molto accattivante, manico in legno dalla fattura decisamente attraente, colpisce immediatamente per le dimensioni generose del codolo e la geometria della lama.

      Tende a rotolare facilmente.

      Comodissimo da impugnare sia dalla lama, grazie ad un eccellente bilanciamento, sia dal manico, grazie anche alle dimensioni contenute dello stesso, ha una lama con smussi molto angolati, tanto da renderlo ideale per lavori di finitura, ma anche piuttosto sottile, quindi meno adatto a lavori in cui è richiesta una generosa azione di leva.

      Il tagliente si distingue per un’eccellente durata del filo, tra le migliori.

      Il prezzo è buono, la finitura eccellente, con qualche perdonabile pecca (l’estremità posteriore del manico presenta il segno del mandrino del tornio con cui è realizzato) legata alla lavorazione integralmente artigianale.

      La preparazione richiede solo pochi minuti.

      E' risultato essere uno scalpello davvero eccellente.


    • LIE-NIELSEN

      album_pic


      Unico scalpello con codolo a bicchiere (socket) del lotto testato, colpisce immediatamente per la linea e le finiture assolutamente impeccabili.

      Il manico ha una forma davvero molto comoda e, nonostante la forma, è stabile e non tende al rotolamento grazie alla lama angolata rispetto all’asse centrale del manico, soluzione che favorisce anche l’azione di pareggio.

      Comodo come nessuno nell’impugnatura, perfettamente bilanciato, ha delle dimensioni davvero compatte.

      L’impugnatura dalla lama, alla lunga, tende un pò a stancare a causa dello spessore davvero generoso della stessa, per cui la superficie di contatto con il pollice è più limitata rispetto agli altri scalpelli.

      La lama ha degli smussi angolati in modo eccellente, del tutto simile all’Ashely Iles , ma spessore in grado di affrontare anche lavori pesanti.

      Il codolo a bicchiere non presenta, in termini di uso, un sostanziale vantaggio (su questo tipo di scalpelli la frattura del manico non è infrequente, mentre lesionare una lama sugli scalpelli a codolo conico è comunque molto difficile), ma dona allo scalpello un look davvero invidiabile.

      Le condizioni d’uso, all’acquisto, sono pressoché perfette, e lo scalpello necessita di una preparazione contenutissima.

      Il rapporto qualità prezzo è buono: il costo è alto, ma a fronte di una qualità eccellente.

      La resistenza al taglio della lama è in linea con altri scalpelli del test, anche se ci saremmo aspettati qualcosa in piu’ da un acciaio A2.




  • Prova di durata del tagliente

    Per valutare la durata dell’affilatura, ed indirettamente la bontà dell’acciaio, abbiamo utilizzato un test di scalpellamento su legno; abbiamo impiegato dei listelli di toulipier, o di rovere, spessi 10 mm. ed alti 20 mm.

    Per ogni scalpello, abbiamo asportato un pezzo di circa 1-2 mm a tutto spessore con 2-4 colpi assestati con mazzuolo in legno.

    Ogni 3 pezzi asportati, abbiamo valutato l’affilatura residua con un semplice test di “rasatura” (la lama doveva essere in grado di radere i peli della faccia dorsale dell’avambraccio messa di piatto, senza graffiare, irritare o strappare).

    Ed ecco i risultati del test:


    album_pic

    NB: in tabella sono riportati i pezzi asportati per ogni scalpello prima che l’affilatura venisse considerata non più adeguata (fallimento del test di “rasatura”). Per gli scalpelli gemelli (Hirsch/Two-Cherries e Stubai/ECEF) è stato effettuata una media sul numero di pezzi asportati.




Considerazioni Finali

Il lotto di scalpelli testati ha dimostrato, globalmente, un buon livello qualitativo, con l’eccezione del Valex; quest’ultimo si è dimostrato evidentemente “fuori-luogo”, con palesi limiti di utilizzo tali da renderlo uno scalpello da carpenteria più che da falegnameria. Il costo estremamente ridotto non ha rappresentato, in fin dei conti, un valore aggiunto, ma ha rivelato dei marcati limiti qualitativi nell’acciaio utilizzato, tanto da renderlo praticamente inservibile.

Dal punto di vista ergonomico lo scalpello che sicuramente si distingue è il Lie-Nielsen, decisamente compatto, incredibilmente bilanciato ma allo stesso tempo robusto.

Eccellente la qualità della lama degli Stubai/ECEF e degli Ashley Iles, scalpelli dalle elevate prestazioni e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Piacevole sorpresa dello Stanley, scalpello globalmente buono, anche se avremmo preferito una lama dagli angoli maggiormente smussati.

Bacho, Two-Cherries ed Hirsch si attestano su livelli qualitativi del tutto comparabili, e sono sicuramente validi.

album_pic



by ArcaDiLegno - 2009


Visitatore - Mer 18 Nov, 2009 19:09 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

Tutti i contenuti di questo sito, ove non diversamente indicato, sono coperti da licenza Creative Commons.

cc_88x31