Veritas Low Angle Bench Planes (1) - La Tecnica

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Veritas Low Angle Bench Planes (1) - La Tecnica
Info generali

  • Autori :




  • Data : 08/06/2008

  • Principali Materiali ed Attrezzature impiegate :

    • Veritas Low Angle Jointer Plane
    • Veritas Low Angle Jack Plane
    • Veritas Low Angle Smoother Plane
    • Veritas Low Angle Smooth Plane



Introduzione



Questa volta prenderemo in esame la famiglia delle Bench Planes a basso angolo della Veritas, già presente da qualche anno sul mercato degli utensili manuali.

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Foto di famiglia ....




La Tecnica

Relativamente alle caratteristiche fisiche, dalla foto

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Una famiglia, quattro dimensioni ....


si possono confrontare le dimensioni dei componenti.

Dall'alto in basso:


  • Jointer
    • Lunghezza: 55,9 cm.
    • Larghezza: 7,3 cm.
    • Peso: 3,4 Kg.


  • Jack
    • Lunghezza: 37,7 cm.
    • Larghezza: 7,1 cm.
    • Peso: 3 Kg.


  • Smoother
    • Lunghezza: 25,4 cm.
    • Larghezza: 8 cm.
    • Peso: 2,25 Kg.


  • Smooth
    • Lunghezza: 25 cm.
    • Larghezza: 6,3 cm.
    • Peso: 1,8 Kg.





I componenti della famiglia sono caratterizzati dall'avere in comune il DNA filosofico, progettuale e costruttivo, nonchè un ottimo rapporto qualità/prezzo, dovuto principalmente all'elevata industrializzazione del processo produttivo, non disgiunta però dalla cura dei particolari che contraddistingue ormai da anni la produzione Veritas.

Le principali differenze son dovute sia alle dimensioni che al bacino di utilizzo al quale è rivolto il singolo componente, ed a qualche altro piccolo particolare.


Le caratteristiche tecnico/costruttive comuni sono:



  • La posizione della lama "Bevel Up"

    L' angolo di seduta della lama è uguale per tutte, ed è pari a 12°.

    Brevi considerazioni sugli angoli di taglio
    La scelta progettuale relativa al montaggio "Bevel Up" (dovuta all'impostazione Low Angle) implica che l'angolo di taglio sia pari all'angolo di seduta della lama sommato all'angolo di bevel principale della stessa (più l'eventuale bevel secondario), e la non necessarietà di montare il controferro (o rompitruciolo), mentre nelle pialle tradizionali (dette ad Alto Angolo, o Standard Angle) l'angolo di taglio, essendo la lama montata in configurazione "Bevel Down", è fisso ed è pari all'angolo di seduta della pialla, in genere 45°, indipendente dall'angolo di bevel principale che si da alla lama in corso di affilatura.

    E' intuibile, perciò, che le pialle a basso angolo, con lama bevel-up, siano più versatili: se si cambia l'angolo di affilatura della lama, si cambia anche l'angolo di taglio, che si può decidere a seconda del tipo di lavoro che la pialla è chiamata a svolgere.

    In una pialla tradizionale, bevel-down (come le Stanley Bailey), la pialla lavora sempre con lo stesso angolo (45°), valore che potrebbe essere incrementato (anche se di poco) solo dotando, eventualmente, il ferro di un back-bevel in fase di affilatura, oppure cambiando il tipo di frog.

    Infatti esistono tre tipi di frog con angoli di seduta lama differenti:


    • Angolo Frog 45° ( detto anche common pitch )
      Questo è quello standard.

    • Angolo Frog 50° ( detto anche york pitch )

    • Angolo Frog 55° ( detto anche middle pitch )




    Ora, relativamente agli angoli di taglio, possiamo identificare diversi valori e le tipologie di legno che sono più adatte per essere lavorate relativamente all'angolo adottato:


    • 37-40°
      Angolo indicato per il taglio traverso vena, di testa, o in legni particolarmente morbidi


    • 45-47°
      Angolo generico valido per un po' tutte le applicazioni su legni morbidi e duri di uso comune


    • 50°-55°
      Angolo alto ideale per lavorare legni lungovena dalla tessitura complessa, figurati o con cambi frequenti della direzione delle fibre (come il mogano, il noce nostrano, l'acero figurato, alcuni legni esotici)


    • 57°-60°
      Angolo molto alto ideale per piallare legni duri esotici dalla venatura difficile come il bubinga, il noce daniela, il cocobolo, etc.
      Lo sforzo sulla pialla durante l'azione di piallatura è decisamente aumentato rispetto ad un angolo di 45°, la lama va settata con una protrusione minima, ma i risultati sono eccellenti in termini di finitura.


    • >60°
      Angoli altissimi ideali per legni molti difficili e per "raschiare".
      Questi angoli di norma vengono utilizzati su pialle specifiche.




    Ritorniamo alle nostre pialle Bevel Up ...

    Ritornando alle nostre pialle Bevel-Up, allo scopo di poter variare tale angolo, e poter quindi ottimizzare il taglio su legni di diversa natura, durezza, figurazione, la ditta canadese ha previsto tre tipi di lame, eventualmente montabili, con angolo di bevel primario rispettivamente pari a:


    • 25°
    • 38°
    • 50°


    Sommando i 12° di inclinazione della sede della lama, in pratica gli effettivi angoli di taglio saranno pari a :


    • 37°
    • 50° ( "York" Pitch )
    • 62° ( "Half" Pitch )


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    Le pialle vengono fornite di serie con una lama col bevel a 25° (Jointer, Jack, Smooth) oppure a 38° (Smoother) in acciaio A2, con durezza dichiarata pari a Rc60-62 (su richiesta in acciaio O1 con durezza dichiarata pari a Rc58-60).

    Ovviamente lame con diverso angolo di bevel sono acquistabili a parte come accessorio presso i rivenditori nazionali o esteri.


    La larghezza/spessore di queste è pari a:



    • Jointer, Jack, Smoother

      • Larghezza al tagliente: 56,4 mm. ( dichiarati 2 - 1/4" pari a 57,2 mm. )
      • Lunghezza: 117 mm.
      • Spessore: 4,76 mm. ( dichiarati 3/16" pari a 4,76 mm. )



    • Smooth

      • Larghezza al tagliente: 51,2 mm. ( dichiarati 2" pari a 50,8 mm. )
      • Lunghezza: 114 mm.
      • Spessore: 3,15 mm. ( dichiarati 1/8" pari a 3,18 mm. )



    Le lame sono tutte prelappate sul dorso, e risultano dotate di preaffilatura di fabbrica.
    Per cui, teoricamente, le pialle funzionano appena tirate fuori dallo scatolo, una volta montata ed allineata la lama.

    Praticamente però un'affilatura fatta per bene porterà questi ottimi attrezzi ad esprimersi al meglio, ed a fornire i migliori risultati.



  • La parte anteriore della suola mobile

    Mediante tale accorgimento, si può regolare convenientemente l'apertura della bocca dalla quale si protende la lama

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    Sulla Jointer ....


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    Massima apertura ....


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    Minima apertura



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    Sulla Jack ....


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    Massima apertura ....


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    Minima apertura



    La vite che regola la minima apertura della bocca

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    La vite di regolazione minima apertura sulla Jack ....


    è di facile settaggio ed intuitivo funzionamento, e la sua presenza nonchè la sua corretta regolazione eviterà anche di danneggiare il filo della lama.


    Un buon metodo per settare in modo semplice tale vite è il seguente:



    1. Con la pialla appoggiata in posizione orizzontale, allentare il pomello anteriore (o il vitone antero-superiore di ottone nel caso della jointer)


    2. Portare la soletta in avanti, alla massima apertura della bocca

    3. Avvitare fino in fondo la vite di regolazione minima apertura

    4. Allentare il vitone di serraggio lama del lever cap, per permettere la regolazione della stessa


    5. Regolare la protusione della lama dalla suola mediante il meccanismo Norris, fino a che la lama sporga di pochissimo dalla suola.


    6. Ribloccare la lama stringendo il vitone sul lever cap (se si prova la pialla su un pezzo di legno, questa dovrà mordere appena)


    7. Porre in verticale la pialla, in controluce (magari ponendola davanti una fonte di illuminazione, come una lampadina) e con la parte anteriore rivolta verso l'alto.


    8. Svitando lentamente la vite di regolazione minima apertura, si vedrà piano piano la soletta scendere, andando a restringere sempre più la bocca


    9. Quando si riterrà che la bocca abbia raggiunto l'ampiezza ottimale (in pratica la minima possibile senza toccare il filo della lama), si blocchi la soletta riavvitando il pomello anteriore (o il vitone di ottone)




    Se anche ora si portasse in avanti la soletta per aumentare l'ampiezza della bocca, quando la si riporterà indietro si ritroverà sempre il settaggio di minima apertura precedentemente fatto con la procedura, evitando così di rovinare il filo della lama chiudendo "troppo" la bocca stessa.

    E' ovvio che, qualora si cambi la sporgenza della lama dalla suola in maniera rilevante, oppure si modifichi involontariamente il settaggio della vite di minima, la procedura va in pratica rifatta daccapo (relativamente alla regolazione dell'apertura della bocca).



  • Il controllo posizionale della lama di tipo Norris

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    Tale meccanismo permette, con un sol comando, sia l'aggiustamento laterale della lama, sia la regolazione dell'entità della protusione della stessa dalla suola.

    E' da notare la demoltiplica (filettatura a doppio passo) relativamente al comando di profondità, che in pratica rende micrometrica e molto dolce tale regolazione.



  • L'ergonomia

    Impugnando ed usando questi utensili, si ha l'impressione di totale controllo su di essi, nonostante le masse non proprio contenutissime e la costruzione ben massiccia, e di una grande fluidità e setosità nella piallata, il che si traduce nella grande facilità con la quale possono venire adoprati, anche da un neofita che affronti per la prima volta il mondo della piallatura amanuense.

    Merito senz'altro della suola perfettamente piana e scorrevole, delle comode e ben dimensionate impugnature, dell'ottima distribuzione delle masse, delle lame ben spesse e massiccie ( il chattering qui semplicemente non esiste ) ma anche della posizione bassa del baricentro di tali utensili, dovuta alla costruzione low-angle bevel up.





Prenderemo ora in esame, come rappresentativa della famiglia, la Jack Plane.

Apriamo lo scatolo

Come tradizione Veritas, la pialla arriva in una robusto, seppur appena sufficiente come dimensioni, imballaggio di cartone riciclabile.

Una volta aperto

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Il contenuto della confezione della Jack ....


appare la pialla avvolta nella carta antiossidazione VCI, il breve ma esaustivo manualetto di istruzioni, il certificato di garanzia, e la lama

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La confezione della lama ....


col suo scatolino, busta protettiva antiossidazione e manualetto di istruzioni.


L'attrezzo risulta ben costruito nonchè ben rifinito, con una perfetta planarità della suola

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che a sua volta risulta essere bene a squadra con i fianchi

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Le sedi della lama e del meccanismo Norris

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risultano essere fresate di precisione, segno degli elevati standard di costruzione della casa canadese.


Anche in questo caso, come daltronde è tradizione Veritas, la sede della lama appare protetta da un facsimile in plastica della lama stessa

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per evitare di arrecarle possibili danni durante il trasporto.


Togliamolo, ed installiamo la lama facendo attenzione, nell'inserirla nella sua sede, a non urtarla sulla parte interna delle fiancate.

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Una volta inserita, e regolatala al centro mediante il meccanismo di regolazione Norris, settiamo le viti laterali (una per lato)

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in modo che le medesime sfiorino la lama.


I componenti

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Esploso della Veritas Jack Plane ( dal manuale di istruzioni ) ....



Qui possiamo vedere la Jack smontata nelle sue parti

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La Jack Plane smontata nelle sue parti....



la precisione delle fresature nel corpo pialla, fra le quali quella

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destinata ad accogliere la soletta scorrevole, anch'essa fresata di precisione

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o quella destinata all'alloggiamento del manico posteriore

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Come al solito la lama risulta essere massiccia

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come massiccio risulta essere il lever cap, con il japanning perfettamente applicato, le parti non ricoperte dallo stesso perfettamente rettificate e lucidate

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ed il comodo e grande pomello zigrinato di serraggio della lama, in ottone

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Sia il pomello anteriore

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che il manico posteriore

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risultano poi essere fabbricati in solido bubinga, ottimamente rifinito.


Relativamente ai manici posteriori, c'è da dire che per qualche esemplare è stato necessario stringere le viti di fissaggio, dato che queste risultavano lasche ed il manico di conseguenza risultava un pò "ballerino".

Nel caso in cui si presenti questa eventualità, consigliamo di dotarsi di un cacciavite adatto al taglio delle viti, pena rovinare irrimediabilmente il taglio stesso.


Note Finali

Le Veritas Low Angle Bench Planes si sono rivelate, come d'altronde ci si aspettava dalla casa canadese, dei veri best buy nella loro categoria di prezzo.

Ben progettate, ben costruite, ben ingegnerizzate, con una cura nei particolari degna delle costruzioni artigianali di più alto livello, dotate di ottima ergonomia, costruite con grande profusione di materiali e di soluzioni tecniche.


Dove reperirle

Sono attualmente reperibili sia in Italia che all'estero.





Ricordiamo che i prezzi riportati in questa recensione sono puramente indicativi, e corrispondono a quelli vigenti al momento della stesura della stessa.

Nota: la recensione è stata eseguita con pialle nuove, acquistate e di proprietà degli autori.


by ArcaDiLegno - 2008


Visitatore - Dom 08 Giu, 2008 07:03 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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