Gli Scalpelli - Principali Tipologie ed Usi

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Gli Scalpelli: Principali Tipologie ed Usi
Info generali

  • Autore : whybob71 (Roberto)

  • Data : 27/12/2007

Introduzione


Lo scalpello è uno degli attrezzi maggiormente utilizzato in un laboratorio di falegnameria.

Tale utensile è costituito da una lama normalmente affilata ad un’estremità e fissata ad un manico in legno o plastica.
Gli utilizzi dello scalpello sono quanto mai variegati a seconda di forma e grandezza, spaziando dallo spianamento di superfici, al taglio di cave ed incastri, alla correzione di difetti.

La struttura di uno scalpello a codolo appuntito è illustrata nella figura seguente:

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dove:

  1. Lama ad angoli smussati

  2. Manico

  3. Ghiera di rinforzo prossimale

  4. Ghiera di rinforzo apicale

Generalmente, gli scalpelli possono essere suddivisi in due grosse categorie a seconda della struttura del codolo, che in definitiva ne condiziona anche la tipologia d’uso: a codolo appuntito e a codolo a bicchiere.

Alla prima categoria appartiene la maggior parte degli scalpelli, e prevede un codolo dalla forma piramidale che si incastra solidamente in un foro praticato nel manico.


Alla seconda categoria appartengono gli scalpelli definiti dagli anglosassoni “socket”

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hanno un codolo incavato (a bicchiere) in cui viene direttamente incastrato o spesso incollato il manico: tale soluzione tecnica, dai maggiori costi di produzione, garantisce una robustezza notevole allo scalpello.


Ci sono poi gli scalpelli giapponesi:

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che, in molti casi, uniscono queste due caratteristiche del codolo.
La lama è realizzata in lega di acciaio, tipo acciaio al cromo-vanadio, in robustissimo HSS o in leghe ad elevato contenuto di cromo (come le lame definite A2).
La ghiera di protezione nella parte apicale del manico rende possibile l’uso di un martello in metallo.
Il dorso della lama è leggermente incavato per facilitare le operazioni di affilatura dell’acciaio molto duro.

In alcuni casi, come gli scalpelli giapponesi, la lama è in acciaio laminato (il dorso è in acciaio con elevata percentuale di carbonio e la parte superiore è in acciaio più morbido).

La durezza dell’acciaio utilizzato per gli scalpelli viene espressa di frequente in Rc (scala Rockwell).


Gli Scalpelli


A seconda della forma della lama, gli scalpelli vengono denominati in vario modo ed hanno utilizzi differenti.

  • Scalpello ordinario (firmer chisel) :


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    La lama ha una sezione rettangolare, tagliente di dimensioni comprese generalmente tra 3 e 50 mm, buone doti di robustezza.
    Ha impieghi generali, e viene affilato di norma con angoli compresi tra 25 e 35°.
    La lunghezza totale è intorno ai 250 mm.

    In alcuni casi può avere una lama molto larga (anche fino a 90 mm) nel qual caso viene comunemente definito come scalpello largo.



  • Scalpello a lama smussa (bevel edge chisel) :


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    La caratteristica saliente di tale utensile è la forma della lama che si presenta smussata ai lati.
    Le dimensioni del tagliente variano in genere da 4 a 50 mm.

    E’ meno robusto dello scalpello ordinario ed è tra i più utilizzati in senso assoluto.
    Indicato per lavori leggeri e di precisione.

    L’affilatura è analoga a quella dello scalpello ordinario così come le dimensioni.

    Gli scalpelli giapponesi appartengono per la maggior parte alla categoria degli scalpelli a lama smussa.
    Si differenziano dagli scalpelli europei per una serie di significative differenze: la lama è in acciaio laminato, di lunghezza minore, ha spesso il dorso della lama incavato per facilitare le operazioni di affilatura, ha un codolo in acciaio nella parte superiore del manico.



  • Bedano (mortice chisel) :
    E' dotato di una lama a sezione rettangolare a lati squadrati di spessore elevato.
    Ha spesso una robusta ghiera e un anello in cuoio tra lama e manico, che hanno la funzione di ammortizzare i forti colpi di mazzuolo.

    In alcuni casi, è presente anche una ghiera nella parte superiore del manico (nel cui caso si parla di bedano rinforzato).

    Le dimensioni del tagliente variano solitamente da 4 a 16 mm per il bedano ordinario:

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    fino a oltre 30 mm per quello rinforzato.

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    Come si intuisce dal nome anglosassone, la destinazione d’uso di tale scalpello è lo scavo delle cave o mortase;
    può essere in ogni caso utilizzato in tutti quei casi in cui siano necessarie doti di robustezza all’azione dei colpi e della leva (da qui lo spessore generoso della lama).

    Di solito viene affilato con angoli compresi tra 35 e oltre 40°.



  • Scalpello corto (butt chisel) :
    Ha una forma di norma simile allo scalpello con lama smussa ma dimensioni più ridotte, con una lunghezza totale difficilmente superiore ai 175 cm e impugnatura molto compatta.

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    In genere viene utilizzato a mano libera e, grazie all’elevato controllo, determinato dalla distanza limitata dalla mano al tagliente, permette di rifinire con precisione incastri e scanalature.

    Viene di norma affilato con angoli compresi tra 25 e 30°.



  • Scalpello da pareggio (paring chisel) :
    Tale tipologia di scalpello comprende due categorie: scalpelli da pareggio a lama dritta e a lama curva.

    Nel primo caso

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    di norma si tratta di scalpelli dalla lama molto lunga a bordi smussati; anche il manico può essere più lungo di uno scalpello ordinario.


    Nel secondo caso

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    la lama si presenta curva, a volte ad angolo retto, altre a forma di S: in ogni caso il manico dello scalpello si trova rialzato rispetto alla lama durante l’utilizzo.

    L'utilizzo va eseguito a mano libera e trova indicazione nelle operazioni di pareggio, correzione, spianatura.

    L’angolo di affilatura è normalmente basso, difficilmente superiore a 25°.



  • Scalpello a uncino :
    Si tratta di uno scalpello in cui la parte terminale della lama (di sezione rettangolare e spessore elevato) è ricurva.

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    Ha angoli di affilatura molto elevati ed ha lo scopo di rifinire e ripulire incastri ciechi come le mortase.



  • Scalpello per incastri a coda di rondine (dovetail chisel) :
    Si tratta di uno scalpello che ha una sezione della lama triangolare, e che permette di lavorare in presenza di incastri con angoli non retti, come le code di rondine.

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    Il tagliente della lama è in ogni caso dritto, e trova utilizzo soprattutto negli incastri a coda di rondine passante (unione a mezzo legno con coda di rondine).

    Ha dimensioni comprese tra 4 e 30 mm di norma.



  • Scalpello a lama inclinata (skewed chisel) :
    Si tratta di uno scalpello speciale, simile a quello ad angoli smussati, ma in cui il fronte anteriore del tagliente è inclinato con angolo variabile (i più comuni hanno un’inclinazione di 45°).

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    Analogamente agli scalpelli da pareggio, vanno affilati con angoli bassi e usati a mano libera.

    Utili soprattutto per rifinire incastri complessi come quelli a coda di rondine.



  • Scalpello a coda di pesce (fishtail chisel) :
    Si tratta di uno scalpello che presenta una lama che ricorda la coda di un pesce, larga nella parte del tagliente e che poi si restringe verso il codolo.

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    Utilizzato a mano libera, si rivela utile per lavori di precisione quando è necessario correggere e rifinire incastri elaborati.



  • Scalpello ad angolo (corner chisel) :
    Si tratta di un utensile speciale con lama a sezione ad angolo retto.

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    Può avere affilatura interna (più comune) o esterna, e viene utilizzato per squadrare incastri, come mortase e tenoni.


Note Finali

Questa scheda, pur non essendo per forza di cose esaustiva, vuole però essere una panoramica abbastanza completa dei tipi di scalpelli e bedani di uso più comune in un laboratorio di falegnameria.


by ArcaDiLegno - 2007


Edoardo - Gio 27 Dic, 2007 09:41 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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