Glossario del Legno

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Info generali




Glossario del Legno


  • Alburno
    Parte più esterna dei fusti, formato dagli anelli di accrescimento più recenti, e composto da tessuti che svolgono le diverse funzioni vitali (trasporto della linfa, accrescimento, accumulo di sostanze di riserva).

    Solitamente si presenta più tenero, più chiaro, con maggiore percentuale di umidità allo stato fresco; a causa della sua costituzione è facilmente attaccato da funghi ed insetti.



  • Anima
    Termine tecnico, prettamente commerciale, usato per indicare una zona cilindrica presente al centro dei fusti che talvolta differisce dalla zona periferica in quanto più soggetto a difetti quali cipollatura, cretti da tensione, spaccature, zone di compressione, legno marcescente e/o con colorazione diversa.



  • Anello di accrescimento
    E’ lo strato di cellule del legno prodotte dall’albero nel corso di un anno.

    Gli anelli sono visibili nella sezione trasversale del fusto soprattutto nelle specie legnose cresciute nelle zone temperate o fredde, e si presentano come cerchi concentrici derivanti dall’alternanza, nell’accrescimento annuale degli alberi, del susseguirsi di legno primaverile e legno estivo o estivo-autunnale.

    Il primo è più tenero, più poroso e solitamente più chiaro, mentre il secondo forma un cerchio più sottile, più duro e spesso di colore più scuro.

    Sono più visibili nel legno delle conifere; nella sezione tangenziale provocano una serie di lunghe semi-ellissi o parabole con punta verso l’alto (disegno “fiammato”), e nella sezione radiale una serie di linee parallele (disegno detto “rigatino”).

    Mentre nei legni delle zone temperate la regolare alternanza delle stagioni fa si che ogni anello corrisponde quasi sempre ad un anno, invece nei legni tropicali, data l’alternanza di periodi secchi e periodi umidi, gli anelli non sono legati all’età della pianta.



  • Cipollatura
    È un grave difetto dei fusti che deriva da un distacco parziale o totale di un anello di accrescimento da quello successivo per un tratto più o meno lungo del fusto.
    Si evidenzia maggiormente al momento di sezionare i fusti in tavole, ove si manifesta il distacco, lungo la direzione longitudinale, di una parte della tavola per una certa lunghezza, distacco che può essere parziale (e in tal caso la parte minore rimane attaccata alla tavola alla base, come una lama), o totale.



  • Cuore bagnato
    Alterazione del cilindro centrale di un fusto causata da batteri .
    La zona alterata è caratterizzata da un contenuto d’acqua molto elevato (da cui il nome della patologia), e genera un tipico odore sgradevole.



  • Durame
    Parte più interna del fusto ove i tessuti legnosi, a seguito dell’accrescimento dell’albero, non sono più vitali ed hanno subito un processo chimico-fisico che ha conferito loro maggior resistenza meccanica e più resistenza ad attacchi fungini e da insetti.

    Questo processo (detto di “duramificazione”) deriva dal deposito nei tessuti del legno di sostanze particolari che spesso conferiscono a questa zona più interna un colore caratteristico per ogni specie, ben diverso da quello dell’alburno, che si presenta biancastro o giallognolo.

    Si distinguono così specie a legno differenziato ed altre a legno “indifferenziato”;
    in queste ultime, il durame ha lo stesso colore dell’alburno e le due parti non sono perciò distinguibili visivamente.

    Essendo formato da tessuti morti ha solo funzione meccanica.



  • Durabilità
    Caratteristica che varia da specie a specie ed è legata alla resistenza rispetto al degrado nel tempo.



  • Degrado
    Alterazione del legno che comporta un decadimento delle caratteristiche fisiche e morfologiche.
    Può derivare da cause chimiche, biologiche, meccaniche ecc.



  • Fibra
    E’ uno egli elementi anatomici del legno ed è formata da una cellula allungata, fusiforme, con parete cellulare ispessita e con un sottile lume cellulare.

    Più o meno significata, ha funzione meccanica.



  • Fibratura
    Dipende dalla direzione con cui sono disposti gli elementi cellulari (vasi e fibre in particolare) lungo l’asse longitudinale del legno.
    Può essere dritta (quando la disposizione è sempre parallela e regolare), oppure, a seconda della disposizione delle fibre, inclinata, ondulata, intrecciata o elicoidale.

    La stessa specie legnosa può presentare fusti con fibratura diversificata.

    Può essere un difetto e rendere difficoltosa la stagionatura e la lavorazione, ma anche un pregio, in quanto fornisce pezzi di particolare aspetto estetico.
    Tale aspetto deriva soprattutto dal diverso coefficiente di riflessione della luce che presentano, una volta levigate, le superfici delle tavole con questa anomalia.



  • Indentature
    Piccole introflessioni visibili ad occhio nudo presenti talvolta lungo gli anelli di alcune specie, e che si propagano radialmente.

    Il legno di conifera (abete rosso in particolare) con questa ed altre caratteristiche viene commercializzato come “legno di risonanza”, in quanto particolarmente adatto alla produzione di parti di determinati strumenti musicali (tavole di risonanza di violini, di altri strumenti a corda e di pianoforti)



  • Impiallacciato
    Assortimento ottenuto ricoprendo pannelli o tavole di legno non pregiato con tranciati o sfogliati ottenuti da specie pregiate.



  • Legno di reazione
    Grave difetto del legno che deriva da tensioni interne nei fusti, e che si manifesta con più o meno evidenti deformazioni ed anche spaccature al momento del taglio o durante la stagionatura.

    Tali tensioni derivano solitamente da accrescimento del fusto non regolare, cioè si manifestano in fusti cresciuti con carichi o forze non equilibrate sulla loro sezione trasversale, ma sbilanciate verso una zona della circonferenza.

    Tale sbilanciamento può derivare da fusti arcuati a causa della crescita su terreni in forte pendio, o a causa del vento, o a causa di chiome cresciute in maniera fortemente asimmetrica rispetto l’asse del fusto.
    Può essere “di trazione” o “di compressione”, a seconda della zona che si è ispessita a seguito della tensione.
    Nelle latifoglie si manifesta solitamente il primo tipo, mentre nelle conifere il secondo.

    Nel legno lavorato provoca spaccature, arcuature, svergolature e torsioni.



  • Legno primaticcio
    E’ la parte che si forma in primavera nell’anello annuale dei legni di piante cresciute in zone temperate e fredde.
    Detto anche “legno primaverile”, ha quasi sempre una densità inferiore a quella del legno tardivo.



  • Legno tardivo
    E’ la parte che si forma durante l’estate e l’autunno dell’anello annuale dei legni di piante cresciute in zone temperate e fredde.
    Detto anche “legno estivo”, ha quasi sempre una densità superiore a quella del legno primaticcio.



  • Marezzatura
    Particolare aspetto che assume il legno proveniente da parti del fusto di molte specie che, per cause diverse, hanno avuto un accrescimento molto irregolare, ed in particolare con andamento delle fibre in maniera ondulata o intrecciata.
    Sottoponendo i singoli pezzi a tagli con direzione variabile a seconda dell’andamento della fibra, si ottengono assortimenti che riflettono la luce in maniera diversificata, conferendo al pezzo un particolare pregio estetico.



  • Midollo
    E’ l’asse centrale del fusto e dei rami.
    Consiste in una zona cilindrica del diametro di pochi millimetri, costituita da cellule non lignificate che formavano l’apice vegetativo annuale della pianta a quella quota di altezza.



  • Nodo
    E' la parte del ramo presente all’interno del fusto in seguito dell’inglobamento in esso durante l’accrescimento.
    Si estende dal midollo alla periferia del fusto, aumentando progressivamente in diametro.
    In esso l’andamento delle fibre e dei vasi ha direzione diversa rispetto a quella del legno in cui è inserito.
    Se il ramo era vivo, si ha un “nodo sano” ben aderente ai tessuti circostanti, altrimenti si ha un nodo “morto” o “cadente”, che si stacca facilmente dalla tavola ove è situato.

    Nella sezione tangenziale si presentano rotondeggianti, in quella radiale hanno forma allungata e spesso simmetrica rispetto all’asse della pianta (nodi “a baffo”).

    Possono avere dimensioni diverse, da pochi millimetri (nodi a spillo) a oltre 10 centimetri.

    Sono comunque considerati un difetto, che si aggrava con l’aumentare del loro numero e dimensione.



  • Peso volumico
    E’ il peso dell’unità di volume di una sostanza; nel legno può essere riferito ad un centimetro cubo (grammi/cmc) o ad un metro cubo (Kg/mc).
    Varia da specie a specie e anche all’interno della stessa specie può variare all’interno di un certo intervallo.

    Essendo il legno poroso e facilmente impregnabile all’acqua, il peso volumico, per il medesimo campione, varia in funzione della sua umidità, diminuisce perciò con la stagionatura ma anche in opera può avere leggere variazioni a seconda dell’umidità presente nell’ambiente circostante.

    Per avere un valore di riferimento unico, si fa riferimento solitamente al “peso volumico ad umidità normale” (sigla: p.v. a u.n.) che è quello che manifesta quando la sua umidità è pari al 12%.

    Si intende “peso volumico fresco” quello del legno appena tagliato, e “peso volumico secco” quello del legno privato completamente del contenuto di umidità (tramite essiccazione di campioni in forno).



  • Piuma
    Denominazione commerciale per assortimenti legnosi di pregio ricavati dagli accrescimenti anomali in alcune zone in corrispondenza di grosse biforcazioni del fusto.

    Il disegno che ne deriva a seguito di tagli tangenziali, ed a causa della doppia e simmetrica disposizione delle fibre rispetto a un asse centrale, richiama quello di una piuma.

    Date le scarse dimensioni dei pezzi ed il loro elevato valore estetico ed economico, tali assortimenti vengono soprattutto utilizzati per tranciati, per ebanisteria o per impiallacciature di mobili di lusso.



  • Radica
    Denominazione commerciale per indicare una massa di tessuto legnoso a struttura anomala, derivante da ipertrofia e accrescimento di numerose gemme avventizie.
    Presenta, di conseguenza, venature con andamento molto irregolare.

    Si trova, il più delle volte, in prossimità della parte basale della pianta ma anche lungo il fusto.

    Nelle radiche, le fibre non sono disposte in direzione assiale e parallela, ma contorte e aggrovigliate;
    tale disegno è causato da diverse ragioni fisiologiche, come la reazione dei tessuti a ripetute potature, a pascolo, a incendio, reazione che si manifesta per lo più con abnorme formazione di gemme avventizie.

    Fisiologicamente parlando la radica è un difetto, perché rappresenta una deviazione dalla costituzione anatomica normale del legno ma, in realtà, se compatta, priva di cavità, di fessurazioni e di residui di corteccia, dà materiale pregiatissimo.

    Le specie legnose che più frequentemente presentano formazione di radiche sono il noce, l’olmo, l’acero, il frassino, la betulla, il pioppo e anche molte specie tropicali.

    La loro dimensione ridotta fa si che i pezzi di pregio siano destinati soprattutto alla tranciatura.



  • Struttura occhiolinata
    Deriva da un difetto dell’albero, difetto che si presenta sulle sezioni tangenziali come un susseguirsi di bolle o di piccoli nodi ravvicinati.
    Il fenomeno non è presente in tutto il tronco, ma solo in alcune zone più o meno ampie, e si verifica in corrispondenza di zone a fibratura particolarmente contorta.

    Definita con il termine francese “pommelé”.



  • Rigatino
    Effetto visibile sulle superfici radiali del legno di alcune specie quando la fibratura è intrecciata e presenta così delle fasce verticali, larghe da alcuni millimetri a 2 centimetri, che riflettono in modo alternato la luce.

    È una caratteristica dei mogani e dei moganoidi (specie legnose assimilate ai mogani per questa affinità estetica).

    Termine utilizzato anche per il disegno presentato da sezioni radiali con venature sottili e perfettamente parallele (conifere in particolare).



  • Rigonfiamento
    Variazione dimensionale del legno che si verifica a seguito di un assorbimento di acqua, sia in forma gassosa (vapore acqueo) che liquida, fino all’umidità corrispondente al punto di saturazione delle fibre.

    È massimo in direzione tangenziale e minimo lungo l’asse del fusto.



  • Ritiro
    Riduzione dimensionale del legno a seguito di perdita di umidità sotto il punto di saturazione delle fibre.
    È massimo in direzione tangenziale e minimo lungo l’asse del fusto.



  • Sfogliato
    Assortimento ricavato da tronchi di specie pregiate mediante una operazione effettuata con apposite macchine che ne ricavano sottili fogli di legno.

    Il foglio è ricavato facendo ruotare il tronco sul suo asse contro una lama parallela a esso.
    Si possono così ottenere sottili fogli di grandi dimensioni.
    L’operazione viene effettuata dopo aver ammorbidito il legno con particolari procedimenti.

    I fogli così ottenuti vengono utilizzati per impiallacciature o per la produzione di pannelli multistrati.



  • Specchiatura
    Termine con il quale si indica il disegno derivante dalla visibilità, sulle superfici radiali, dei raggi midollari, che si manifestano come piccolissime superfici di forma irregolare ed aspetto lucente.



  • Resina
    Sostanza prodotta da particolari cellule presenti soprattutto nel legno delle conifere.
    Ha composizione chimica differenziata essendo composta da una miscela variabile di terpeni, resinati, reseni, acidi resinici ecc.
    Ha consistenza vetrosa o pastosa a temperatura ambiente, e si liquefa se riscaldata.



  • Tasche di resina
    Fenomeno riscontrabile nel legno delle conifere; si presenta come una sacca, di forma lenticolare, contenente resina.
    La sua origine può derivare da un distacco tra anelli successivi per motivi diversi, da trauma o da lesione meccanica.
    La cavità che così si forma viene riempita da resina prodotta e trasportata dai canali resiniferi.

    Durante la stagionatura o la lavorazione la resina può fuoriuscire, è quindi un grave difetto del legno.



  • Tessitura
    Caratteristica che deriva dalle dimensioni dei singoli elementi che costituiscono il legno, e dal fatto che siano visibili o non visibili ad occhio nudo..

    Si può così avere un legno a tessitura fine, ove a seguito delle piccolissime dimensioni delle cellule il legno appare con una superficie compatta, uniforme ed a grana non visibile (bosso, ciliegio, ebano ecc.), a tessitura media, ove si manifesta una certa differenziazione anche ad occhio nudo (noce, abete, pioppo) o a tessitura grossolana (querce, castagno, pino domestico).



  • Tranciato
    Operazione effettuata con apposite macchine che, da tronchi di specie pregiate, ricavano sottili fogli di legno con tagli paralleli all’asse del tronco.

    L’operazione viene effettuata dopo aver ammorbidito il legno con particolari procedimenti.

    I fogli così ottenuti vengono utilizzati per impiallacciature o per la produzione di pannelli multistrati.



  • Umidità del legno
    Esprime il rapporto tra il peso dell’acqua contenuto nel legno ed il peso del legno anidro.
    Solitamente è espresso con un valore percentuale.

    Nel legno fresco può superare il 50%, percentuale che si riduce con la stagionatura.

    Nel legno in ambiente esterno, ma al coperto, è di circa il 15% mentre in abitazioni asciutte può risultare anche inferiore al 10%.

    Il peso del legno anidro si ottiene pesando il campione dopo averlo asciugato completamente in stufa ventilata ad una temperatura di 102° - 105°.

    Esistono anche strumenti detti “igrometri del legno” che permettono una rapida determinazione di questo valore.



  • Venatura
    Disegno derivante dall’alternarsi del legno primaverile e di quello estivo, che è più o meno evidente a seconda del diverso colore di queste due zone, e quindi a seconda della specie legnosa.

    Visibile nelle sezioni tangenziali (ove forma delle “fiammature”) ed in quelle radiali (ove si presenta come una serie di strisce parallele)



  • Vaporizzazione
    Trattamento al quale viene sottoposto il legno allo scopo di ammorbidirlo per le operazioni di tranciatura o sfogliatura, e per uniformarne il colore.

    Avviene esponendo i tronchi o le tavole ad acqua calda o al vapore.


Edoardo - Mar 29 Gen, 2008 19:49 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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