Metodo 'Amedeo'

schedefinituraLe Schede dell'Arca - Finitura

Metodo "Amedeo"
Info generali

  • Autore : hpl (Alessandro)

  • Fonte : Amedeo

  • Data : 12/12/2007

  • Difficoltà di esecuzione :

  • Metodologie di esecuzione : Rullo/Pennello

  • Ambiente di utilizzo : Per esterni

  • Robustezza :

  • Aspetto : Setoso/Semilucido

  • Materiali impiegati : Impregnante Normale/Impregnante Cerato

  • Tipologia ciclo : Tutto Acqua oppure Tutto Nitro

  • Costo :


Descrizione

Per la finitura di manufatti destinati all’esterno, l’impregnante è un’ottima alternativa alle vernici (intendo per vernici quei prodotti che dopo l’applicazione formano una sottile pellicola) grazie alla ridotta manutenzione che richiedono nel corso degli anni.

Gli impregnanti si distinguono in base al solvente utilizzato e i principali sono quelli alla nitro e all’acqua; in entrambi i casi si tratta di prodotti relativamente costosi e perciò da utilizzare quando serve la loro azione protettiva. Personalmente preferisco quelli all’acqua (uso Sayerlack linea blu), non foss’altro per l’assenza di odore e per la facilità di pulizia del pennello (o del rullino o della pistola). N.B.: se l’esigenza è solo quella di colorare il nostro mobiletto, conviene utilizzare il mordente, disponibile in polvere o in scaglie da sciogliere in acqua (o in alcool) e dal costo molto, ma molto inferiore.

Per quanto riguarda i metodi di applicazione, io preferisco il rullino che garantisce una maggior penetrazione e un risultato più omogeneo.
Inoltre consiglio se possibile di applicarlo in orizzontale perché si riesce a darne una maggior quantità senza colature e di ripassare più volte con il rullino scarico e incrociando. Non vale infatti con questi prodotti la regola tipica di smalti e vernice di “stare leggeri”, perché qui il prodotto entro certi limiti viene assorbito e non si rischia di depositare uno strato troppo spesso che poi non asciuga uniformemente.
L’impregnante esiste normale e cerato.


Procedura

Il ciclo che consiglio io è: due mani di normale (penetra/impregna di più) e una o due di cerato.
La prima mano di impregnante normale, se si vuole, la si può dare anche colorata (noce, mogano, larice, pino, oppure un mix di impregnanti di diverso colore per raggiungere la tonalità desiderata).

Note Finali

La mano di impregnante cerato andrà rinnovata ogni anno o due, o comunque quando si vede che la superficie è “smagrita”.


Un esempio di impiego: I miei antoni ....

La mia migliore esperienza con l’impregnante l’ho fatta con gli antoni di casa. La vernice si era da tempo sollevata nei punti più esposti al sole e alla pioggia. Li ho smontati piallando i listelli uno a uno, li ho rimontati e gli ho dato due mani abbondanti di impregnante normale e una abbondante di impregnante cerato. Dopo tre anni gli ho dato una mano di cerato, senza neanche staccarli dal muro.

Ed adesso qualche prova ...

  • Autore : Edoardo

  • Essenze adoperate :

    • Rovere
    • Faggio
    • Mogano


  • Prodotti adoperati :

    • Impregnante "normale" nitro "Xiloval" Veleca - Neutro
    • Impregnante "cerato" nitro "Xiloval Cera" Veleca - Neutro


  • Metodologia di esecuzione :

    • Pennello


  • Considerazioni Finali :

    L'aspetto finale tende al lucido (questo indubbiamente dipende dalla marca delle vernici usate, e molte volte le vernici Veleca, anche se vendute come "satinate" o ad "effetto cera" come in questo caso, tendono al lucido), ma è setoso e morbido al tatto.

    Inoltre la minore o maggiore lucentezza dipende in parte anche dal tipo di essenza sulla quale si sta facendo il trattamento.
    Per esempio, in questo caso, con le essenze usate la finitura tende al lucido sul rovere, stesso effetto ma meno marcato sul mogano e tende al satinato sul faggio.



    by ArcaDiLegno - 2007

hpl - Mer 05 Dic, 2007 11:17 Stampa l'argomento Segnala via email l'argomento

 

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